Il Tirreno

Toscana

LA SCOPERTA SCIENTIFICa 

Fra Pisa e Livorno 7 specie di micro-crostacei terrestri

di Danilo Renzullo

PISA. Sono piccoli, depigmentati e privi di occhi. Vivono nelle cavità del sottosuolo, popolando in particolare grotte o anfratti della roccia madre in cui riescono a districarsi grazie ad un...

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PISA. Sono piccoli, depigmentati e privi di occhi. Vivono nelle cavità del sottosuolo, popolando in particolare grotte o anfratti della roccia madre in cui riescono a districarsi grazie ad un costante sviluppo dell’olfatto e del tatto. Questo l’identikit dei Leucocyphoniscus pisanus e dei Alloschizidium labronicum, due delle sette nuove specie animali scoperte in particolare tra le province di Pisa e Livorno che vanno ad arricchire l’inventario della fauna italiana.

Si tratta di piccoli animali (lunghi pochi millimetri) che vivono in luoghi nascosti e bui, dove si nutrono di muffe, funghi e piccole radici, adattandosi molte bene a ogni territorio in cui decidono di stabilirsi. Le nuove specie appartengono agli isopodi terrestri, la famiglia dei crostacei (circa 3.800 le specie conosciute) che nel corso dell’evoluzione si è adattata alla vita sulla terraferma e sono imparentate con i comuni porcellini di terra. La scoperta arriva dopo alcuni anni di studi condotti da Giuseppe Montesanto, ricercatore del dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa, e da Stefano Taiti, ricercatore dell’Ise-Cnr di Firenze e del museo di storia naturale di Firenze, sezione di zoologia la “Specola”, che nei giorni scorsi hanno pubblicato i risultati del loro lavoro su “Zoosystema”, rivista scientifica del museo di storia naturale di Parigi. Gli studi si sono basati su alcuni piccoli animali rinvenuti anni fa da speleologi e appassionati naturalisti e altri scoperti direttamente dai due studiosi. Cinque delle nuove specie sono state scoperte tra Livorno e il versante sud del Monte Pisano (in particolare nei comuni di San Giuliano Terme e Vicopisano), da cui derivano alcuni dei nomi scelti (Leucocyphoniscus pisanus o Alloschizidium labronicum); le altre due sull’isola di Gorgona e in provincia di Grosseto.

«Le specie animali che conosciamo sono circa il 10% di quelle che potrebbero esistere sul nostro pianeta e sebbene l’idea di trovare nuove specie si associ più agli habitat tropicali o esotici, i ritrovamenti riguardano anche il nostro Paese e, per il gruppo degli isopodi terrestri, non è raro rinvenire nuove specie . In Toscana - spiega Montesanto - gli ultimi casi di descrizioni di nuovi isopodi terrestri risalgono al 1995, ma ci sono tante altre specie che studieremo in futuro». Quelle scoperte sono probabilmente specie endemiche, che si sono adattate al sottosuolo sviluppando recettori per l’umidità, che consentono di “assaggiare” l’ambiente in cui vivono, il tatto e l’olfatto. «Le ricerche zoologiche nel campo della tassonomia - conclude Montesanto - sembrano essere fuori moda. Gli studenti sono orientati verso ricerche molecolari più “trendy”, eppure ogni volta che uno specialista va a cercare in nuovi ambienti può scoprire nuove specie e avere l’opportunità di darle un nome e renderle note al mondo scientifico».

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