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Toscana

Dal set del nuovo film di Stallone spariscono gli orologi dell’azienda toscana

di Luca Tronchetti
Dal set del nuovo film di Stallone spariscono gli orologi dell’azienda toscana

La lucchese U-Boat prestò i suoi pezzi per il film “The Expendables 3” in cambio di pubblicità  Ma quelli con i brillanti non sono mai tornati indietro. Assolto il mediatore: non c’è la prova del reato  

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LUCCA. Un film d’azione distribuito nelle sale cinematografiche di tutto il mondo si trasforma in un giallo senza soluzione con la scomparsa nel nulla di due orologi tempestati di piccoli brillanti del valore complessivo di 62mila euro. Per la casa produttrice - la nota marca U-Boat di Italo Fontana, artigiano e designer lucchese, leader indiscusso nel settore degli orologi di precisione e divenuto famoso anche per aver donato un piumino a Beppe Grillo - oltre al danno economico c’è pure la beffa. Perché nella pellicola i cronografi griffati U-Boat non si vedono mai. Almeno nei primi piani degli attori. E così la vicenda sfocia in un processo penale indiziario per appropriazione indebita a carico del cinquantenne italiano legale rappresentante di una società americana che si occupa di reperire abbigliamento e accessori per le produzioni cinematografiche.

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I FATTI

Nel 2013 i Fontana cercano nuovi canali pubblicitari e attraverso una ragazza specializzata in marketing commerciale trovano il contatto con una società vicina alle major a stelle e strisce. Stabilita la corsia preferenziale si passa al collegamento con la casa di produzione attraverso un nutrito scambio di mail. Si tratta della Lionsgate che sta girando a Sofia, la capitale della Bulgaria, il film «The Expendables 3» (I Mercenari 3), diretto da Patrick Hughes, la terza pellicola della serie iniziata nel 2010 e che vede, tra i protagonisti, attori del calibro di Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger e Mel Gibson. L’agenzia pubblicitaria americana chiede e ottiene, per conto della U-Boat, una ventina di orologi di grande pregio (oltre centomila euro) che gli attori principali avrebbero dovuto portare al polso durante le riprese del film. Un segno distintivo di ricchezza e potenza delle figure di spicco del film che si basa su scontri a fuoco e scene di lotta con in ballo milioni di euro legati al traffico di armi nei paesi africani. In cambio di quel prestito la U-Boat avrebbe ricavato una notevole pubblicità visto che il film solo in Italia al botteghino alla fine ha incassato 4 milioni di euro. Tra l’altro ad indossare gli orologi più belli è l’antagonista dell’attore principale: il commerciante di armi da eliminare Conrad Stonebanks alias Mel Gibson.

LA SCOMPARSA DEGLI OROLOGI

L’accordo si perfeziona non appena gli orologi arrivano sul set e la pellicola fa il giro del mondo riscuotendo un buon successo di pubblico, vincendo il Golden Trailer Award, ma ricevendo critiche e recensioni negative. Siamo alla fine del 2014 e gli orologi vengono rispediti in un plico alla U-Boat. Ma c’è qualcosa che non torna. Ne mancano due, i più pregiati e costosi. Quelli tempestati di brillanti. Pezzi unici di grande precisione e dal costo complessivo di 62 mila euro. I vertici dell’azienda vanno su tutte le furie. Non solo gli orologi nella pellicola non si vedono, ma mancano addirittura quelli di altissimo livello. Ne chiedono conto alla società pubblicitaria americana, ma non ottenendo risposta passano alla vie legali. Il rappresentante dell’agenzia statunitense finisce sotto processo per appropriazione indebita. La vicenda viene sviscerata di fronte al giudice monocratico Alessandro Dal Torrione, ma alla fine manca la prova dell’effettiva responsabilità della società pubblicitaria che dimostra, carte alla mano, di aver consegnato tutti gli orologi alla casa di produzione del film. Così il giudice, in accordo con la tesi del pm d’udienza, assolve con formula piena l’imputato. Forse sarebbe stato più opportuno intraprendere una causa civile con richiesta di risarcimento danni che avrebbe potuto coinvolgere la Lionsgate. E i preziosi orologi U-Boat che fine hanno fatto? Difficile dirlo. Magari si trova al polso di qualche attore famoso che ha pensato bene si trattasse di un gentile omaggio della casa italiana. In fondo sarebbe una pubblicità mica da ridere.
 

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