La manifestazione
Ristoratore pestato dai pusher: "Mi hanno lasciato a terra agonizzante" - Video
Pisa: parla il titolare del disco-pub Bazeel di piazza Garibaldi intervenuto per fermare la rissa tra nordafricani
PISA. Si sono pestati in 20, rincorrendosi nel centro storico di Pisa per contendersi le piazze dello spaccio. Tre violente risse con pugni, calci e bottigliate sul lungarno Pacinotti, in piazza delle Vettovaglie e di fronte alla Normale, in piazza dei Cavalieri. Il tutto fra mezzanotte e l’una e mezza, quando in vicolo delle Donzelle (sempre lì vicino) il titolare del disco-pub Bazeel di piazza Garibaldi – un locale notissimo fra i giovani pisani – viene sfigurato al volto con una bottigliata e poi riempito di botte da quattro spacciatori nordafricani mentre è a terra agonizzante.
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A raccontarlo è proprio lui. Dario De Nigris, 52 anni, salito per studiare a Pisa da Campobasso, in Molise, nel 1985. Poi rimasto come imprenditore, aprendo nel 2002 il noto disco-pub del centro. Un cerotto enorme sul naso – le cui ossa sono state ricomposte nella notte dai medici del pronto soccorso di Cisanello – gli nasconde la profondissima ferita che altrimenti mostrerebbe l’osso nudo. Per ricucirla e riparare i tessuti molli è stato necessario un intervento chirurgico d’urgenza, svolto dall’équipe del professor Emanuele Cigna della chirurgia plastica del Santa Chiara. «Mi hanno distrutto il naso – dice il ristoratore mentre attende l’operazione nella camera numero uno del reparto – e lasciato per terra agonizzante. Erano in quattro, tunisini. Sono riuscito a camminare fino al mio locale, pochi metri più in là, dove i miei dipendenti hanno chiamato l’ambulanza».
Non è la prima volta che De Nigris si scaglia contro gli spacciatori del centro storico e la mala-movida. I quattro aggressori – che lui saprebbe riconoscere – sono stati ripresi dalle telecamere di un bed & breakfast della zona e difficilmente potranno sfuggire ai carabinieri, che stanno procedendo nelle indagini. L’imprenditore, nel pestaggio, si è visto anche distruggere e rubare il cellulare. Era l’una e 13 minuti, l’ora del suo ultimo accesso su Whatsapp. Proprio via chat – a mezzanotte e 36 – De Nigris aveva inviato l’ultimo messaggio a un cronista del Tirreno, raccontando ciò che stava accadendo. «Sono due giorni che stiamo subendo continue risse tra tunisini e senegalesi per il controllo del territorio adibito a spaccio. La situazione sta diventando insostenibile e noi commercianti non sappiamo più cosa fare». Poi il silenzio e il pestaggio brutale. Nel corso delle tre risse si è anche ferito un cittadino africano, mentre la figlia minorenne dello chef del ristorante “Ghiotteria”, sempre in centro, ha ricevuto una bottiglia di vetro piena di birra sulla coscia. Nel frattempo i commercianti si stavano asserragliando nei negozi chiudendo le saracinesche e ospitando i giovani e non che a quell’ora stavano affollando le strade del centro storico.
La rissa arriva in un momento cruciale per Pisa, visto che domenica c’è il ballottaggio per scegliere il nuovo sindaco. Una lotta fra il candidato del centrosinistra, Andrea Serfogli, e quello del centrodestra, Michele Conti. È per questo che ieri, nel corso della giornata, è fioccata una marea di prese posizioni politiche, non ultima quella del ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, che ha pubblicato un video (diffuso anche dal Tirreno) girato da alcuni testimoni subito dopo la rissa, annunciando la sua presenza in città (già prevista) per venerdì, alla chiusura della campagna elettorale. Sul tema – proprio al ministro dell’Interno – i deputati del Pd Stefano Ceccanti, Lucia Ciampi e Susanna Cenni e Valeria Fedeli hanno presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere se le forze dell’ordine abbiano reagito in modo adeguato.
In città e in tutta la provincia, da tempo, il Comune chiede un incremento delle forze dell’ordine, rimaste invariate almeno da tempo, sicuramente da gennaio a oggi, quando c’è stato il picco di microcriminalità. «Serve un controllo più rigoroso – ha detto il sindaco di Pisa, Marco Filippeschi – e chiediamo la reazione più forte degli apparati dello Stato, oltre che un’informativa sull’accaduto e sui tempi e i modi di risposta. Confidiamo in pronte azioni d’indagine e in provvedimenti dell’autorità giudiziaria».
Le indagini dei carabinieri vanno avanti serrate, con i quattro spacciatori – insieme agli altri molto più numerosi che hanno partecipato alle risse – che presto potrebbero essere individuati, visto che le telecamere avrebbero ripreso tutto. De Nigris, dopo quattro ore dall’intervento, ha deciso di tornare a casa. «Spero che quanto accaduto serva per discutere di come migliorare il centro di questa bellissima città – dice – perché stiamo toccando il fondo. Fino a 3-4 anni fa queste cose non succedevano e ora è un’escalation. C’è una guerra per lo spaccio che è senza precedenti».
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