Il Tirreno

Toscana

Toscana economia

La resistenza degli operai della Tmm: da licenziati a salvatori - Video

di Alessandro Bientinesi
La resistenza degli operai della Tmm: da licenziati a salvatori - Video

Pontedera, cooperativa di dipendenti pronta a riprendere la produzione dopo 310 giorni di presidio. Per il blocco alla fabbrica il liquidatore pretende 1 milione di risarcimento

4 MINUTI DI LETTURA





[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16978069:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/tmm-la-resistenza-degli-operai-da-11-mesi-in-presidio-le-loro-storie-e-le-loro-lacrime/104621/106210]]

VIDEO. Le storie e le lacrime degli operai Tmm

PONTEDERA. Serve l’ultimo piatto di pasta ai suoi compagni prima di sedersi insieme a loro. Il ventilatore riesce a malapena a dare sollievo dal caldo del tendone. I rumori dei tir che passano a pochi metri da lì non fanno sentire le parole di chi ti è vicino. Ma Barbara sorride, sorride sempre. Come ha fatto negli ultimi 310 giorni di presidio davanti alla Tmm. L’azienda dell’indotto Piaggio che ha licenziato lei, il marito e altri 83 operai senza preavviso. La stessa azienda che ora l’ha denunciata insieme a 26 compagni. Proprio quando i lavoratori vedono la luce in fondo al tunnel: una cooperativa con la quale ripartire. Prima assumendo 10 persone, poi formando gli altri operai. In un’altra azienda, ma sempre sul territorio. Ora, però, il liquidatore vuole 1 milione di euro di danni. Da tutti loro che vivono dall’agosto 2017 con 640 euro al mese.

LA MAMMA PASIONARIA

Barbara Sardelli, però, il sorriso non lo perde mai. Fino a che non le facciamo una domanda. «Tua figlia ti chiede mai perché sei spesso al presidio? ». Una bambina di otto anni non può capire. Licenziamenti, presidi, sindacati. Tutte parole lontane, difficili. Una bambina vuole solo la sua mamma. Non la pasionaria. «Ieri mia figlia mi ha chiesto per la prima volta in oltre 10 mesi: sono più importante io o il presidio? ».

Barbara non sa cosa rispondere. Si emoziona, le manca il fiato. «Le ho detto che lei viene sempre al primo posto. Anche se rispetto a quando lavoravo sono molto meno presente e lei è sballottata tra nonni e zii». Ora c’è pure la denuncia a far paura. Ma se la domanda di una figlia sa far piangere, la richiesta danni di un padrone non spaventa. «Con mio marito abbiamo deciso di combattere fin dall’inizio, ho 42 anni e non potevo far finire tutto così».

LA PENSIONE PUÒ ATTENDERE

La battaglia dei lavoratori ex Tmm è faticosa. Ma ha mantenuto alta l’attenzione su questi lavoratori coraggiosi. Nessuno è più giovanissimo, molti sono vicini alla pensione. Come Cristina Parola, 60 anni. Operaia e nella Rsu Fiom. «Quando l’azienda ha chiuso i cancelli sono stata la prima a proporre la via della lotta con il presidio permanente – racconta –. Ho 60 anni e quattro mesi fa sarei potuta andare in pensione. Ma ho deciso di restare in disoccupazione per stare vicina ai miei compagni. Quando ci sarà il lieto fine, allora potrò andare tranquillamente in pensione».

La speranza per Cristina e gli ex colleghi è la cooperativa. «Stiamo facendo un percorso che porterà a trovare un’altra opportunità di lavoro per quasi la metà degli ex dipendenti Tmm – racconta –. Per questo la denuncia nei miei confronti e in quella di altri 25 compagni mi ha fatto arrabbiare. Ancora una volta hanno calpestato la nostra dignità. Ma non sono spaventata, ora ho ancora più voglia e forza per andare fino in fondo».

IL PENDOLARE

Più di cento chilometri quasi ogni giorno. Non per andare a lavoro. Ma per passare ore al presidio. Alessandro Pisanello, 58 anni, sposta un letto dentro la tenda nella quale si fermerà per il turno di notte. E si racconta. «Io non sono tra i denunciati, ma fa poca differenza. Non posso dimenticare che senza i miei compagni non avrei avuto alcuna possibilità in futuro di continuare a lavorare. In questa battaglia ho ritrovato tanta dignità. Una dignità che anche la solidarietà delle istituzioni, delle aziende del territorio e di molti cittadini comuni ci ha dato la forza di andare avanti».

Il Comune di Pontedera paga quel piatto di pranzo che ogni giorno, da quasi undici mesi, i lavoratori condividono. Altre aziende come Continental, Pistone Asso e Coop supportano i lavoratori con altri contributi.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16978071:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/crisi-tmm-fischi-e-urla-ai-dirigenti-dell-azienda-e-gli-operai-cantano-bella-ciao/96039/97608]]

L’OPERAIO “ANZIANO”

«La Tmm l’ho praticamente fatta nascere io. Sono stato assunto il 2 novembre 1979. Sono il più vecchio degli operai. Ho anche avuto dei problemi di salute. Ma non mi sono tirato indietro, quando ho dovuto fare i turni di notte sono rimasto in piedi per ore. Il minimo dopo aver passato un pezzo di vita in un’azienda». Giampiero Falchi ha 60 anni, sardo di nascita e toscano di adozione. E forse non è un caso se la terra di uno dei più tenaci e presenti al presidio di Pontedera sia la Sardegna. Dove gli operai ex Alcoa sono restati “barricati” sul posto di lavoro per 7 anni.

UNA SECONDA CASA

«Lavoravo in Tmm dal 1994 ma con alcuni dei miei colleghi ho a malapena scambiato un saluto in molti anni di lavoro. Da quando sono al presidio questa è diventata quasi la mia casa. E i compagni una seconda famiglia». Antonio Betti, 55 anni, a Calci ha una moglie e figlia di 5 anni. Ma dorme spesso in tenda davanti ai cancelli chiusi della Tmm. «Dormire è una parolone, ogni sera vengo divorato dalle zanzare – confessa Antonio -. All’inizio del presidio eravamo in 6 quasi ogni notte, ora ci siamo ridotti a essere due. Lo capisco, non è facile. Il letto di casa nostra è sempre il migliore. Se mia figlia mi chiede perché sono qua? Certo, ma ha capito che questa battaglia la sto facendo anche per lei. E non possiamo mollare adesso».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini