Il Tirreno

Toscana

A 78 anni dona il fegato a un bimbo e gli salva la vita

di Pasquale Petrella
A 78 anni dona il fegato a un bimbo e gli salva la vita

Prato, la donna è deceduta qualche giorno fa in ospedale Il piccolo di un anno è stato salvato dalla donazione

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PRATO. Da donna ha dato la vita ai figli e questi le hanno donato otto nipoti. E si sa: chi è nonna, è mamma due volte e ha un cuore ancora più grande. Ma per questa nonna di Prato di 78 anni non ci sono aggettivi per definire il grande gesto di amore che, anche da morta, è riuscita a fare portandola a donare la vita ad un bimbo di un anno e ad altri tre pazienti che hanno ricevuto, grazie al consenso dei suoi familiari, in dono i reni e il fegato. Proprio quest’ultimo organo è stato suddiviso in due lobi ed uno ha ridato la vita al bambino.

Un caso davvero eccezionale, se si pensa all’età della donante e di quella del piccolo ricevente. Il fegato che ha già vissuto per settantotto anni si rigenererà e accompagnerà il suo nuovo “padrone” per, e c’è da augurarlo con forza, una lunghissima vita.

La donna è morta alcuni giorni fa all’ospedale Santo Stefano di Prato. I suoi organi sono stati ritenuti perfetti dai medici che si sono spinti a chiedere l’autorizzazione all’espianto ai familiari che hanno espresso il consenso alla donazione. Così è stato possibile il prelievo del fegato e dei reni. Gli organi sono andati a quattro pazienti, in attesa di trapianto. Tra questi, come detto un bambino di un anno al quale è stata donata una parte del fegato. L’organo, infatti con una operazione di “split”, un termine tecnico che indica la suddivisione dei lobi, è stato destinato a due pazienti.

Nella sala operatoria per il prelievo degli organi si sono alternate due équipe: chirurghi dei centri di trapianto, operatori di sala e del coordinamento donazione organi: un lungo lavoro di squadra che ha impegnato otto professionisti per diverse ore. E tutto è andato nel migliore dei modi. Quella nonna non aveva solo un cuore d’oro ma anche gli altri organi che, evidentemente, non hanno subito l’usura del tempo.

«È un caso davvero eccezionale – commenta Sara Bagatti - lavoro dal 2003 come coordinatore donazione organi e tessuti e non mi era mai capitato che un bambino così piccolo ricevesse il fegato da un persona di settantotto anni. Ringrazio tanto la famiglia che con questo gesto ha testimoniato il grande valore della donazione. Un ringraziamento particolare anche a tutti i colleghi della sala operatoria e di anestesia e rianimazione che hanno partecipato al prelievo».

Un caso forse destinato a far parlare per la generosità del gesto, ma non è questo che interessa ai quattro trapiantati. Per loro è cominciata una nuova vita grazie ad una nonna eccezionale di Prato.

«La scelta di donare organi e tessuti è personale, ma ognuno ha il dovere di informarsi e di riflettere per non lasciare che dubbi, pregiudizi o informazioni scorrette interferiscano con il diritto/dovere di fare una scelta consapevole - si legge in una nota dell’Asl Toscana Centro - Molti pazienti con patologie non curabili possono migliorare la qualità di vita grazie alla donazione. Il trapianto, consente al paziente una durata ed una qualità di vita che nessun’altra terapia è in grado di garantire».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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