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Rossi invita il ministro: «Non voglio una regione bucolica»

Rossi invita il ministro: «Non voglio una regione bucolica»

LIVORNO. «Non possiamo tornare indietro, ad una regione bucolica. Mentre in Toscana i macchiaoli, che amo molto, dipingevano le vacche di Coltano, in Francia gli impressionisti ritraevano le stazioni...

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LIVORNO. «Non possiamo tornare indietro, ad una regione bucolica. Mentre in Toscana i macchiaoli, che amo molto, dipingevano le vacche di Coltano, in Francia gli impressionisti ritraevano le stazioni ferroviarie». Ha usato una similitudine artistica il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, contro Giacomo Giannarelli e il suo dossier inviato al ministro delle infratrutture Danilo Toninelli in cui il consigliere regionale 5 Stelle immagina di stoppare e rivedere le grandi opere avviate in Toscana. In ballo ci sono la Tirrenica Quelle avviate sono la Tirrenica «che oggi finisce in un tratturo che frena lo sviluppo di tutta la costa», poi la terza corsia autostradale della A11 Firenze-Mare e la pista dell'aeroporto di Peretola. Poi il sottoattraversamento dell'alta velocità a Firenze «che serve ad evitare il conflitto con i treni regionali». Tutti, aldilà della Tav, «adeguamenti e modernizzazioni». Sulla Tirrenica, assicura il governatore, «mi batterò fino in fondo perché intervenga l’Anas». Circa l'aeroporto di Peretola, che i grillini vorrebbero lacsiare come city airport e sviluppare Pisa, il presidente è netto: «Non si tratta di fare un aeroporto nuovo, ma di adeguare la pista per consentire un limitato sviluppo di uno scalo che oggi ha problemi di agibilità. Altrimenti credo che nel medio periodo andrà a chiudere, cosa che non è certo un bene per Firenze e la Toscana». Il presidente ha poi annunciato di aver invitato il ministro Toninelli a partecipare al momento di riflessione sul Piano Regionale delle Infrastrutture e della mobilità, in programma a Firenze il prossimo 26 giugno. «Sarebbe l'occasione per confrontarci sulla programmazione che la Toscana aveva condiviso con i precedenti governi, uno sviluppo necessario alla nostra gente, ma anche sostenibile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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