La manifestazione
Metodo Panzironi, Burioni: «La medicina? È una e scientifica»
Burioni, il medico pro vaccini, contro la sanità “distorta”: «Persone a rischio per stili di vita di non provata efficacia»
LIVORNO. «Non esiste una medicina alternativa. Esiste una sola medicina: quella basata su evidenze scientifiche». L’informazione sanitaria è una faccenda seria, dice l’immunologo Roberto Burioni. Negli ultimi anni, il direttore della Scuola di Specializzazione in Microbiologia e Virologia a Milano, è stato il volto (e la testa) della campagna contro la disinformazione sui vaccini. Il medico-spauracchio dei no-vax. E ora chi «divulga tesi sanitarie prive di fondamenti scientifici, creando grave confusione nelle persone malate». Chi promuove in televisione , sul web le diete dei miracoli. Gli stili di vita come “Life120” ideato dal giornalista Adriano Panzironi: niente carboidrati, sì ai grassi, all’olio di palma e agli integratori prodotti (e venduti) insieme al gemello Roberto Panzironi.
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Dottor Burioni, perché è possibile mandare in onda trasmissioni con informazioni sulla salute prive di fondamenti scientifici?
« Perché esiste la libertà di parola. E questo è un diritto costituzionale. Ma c’è differenza fra libertà di parola e comportamento irresponsabile. Lo definì bene la Corte suprema degli Stati Uniti in una sentenza famosa: urlare “Al fuoco !” in un teatro affollato, non è libertà di espressione è un comportamento irresponsabile».
Come si trasferisce il concetto di irresponsabilità all’informazione sanitaria scorretta?
«Quando si diffondano informazioni sanitarie prive di fondamento scientifico si ingenera una grave confusione in persone malate che, per la loro condizione, sono più deboli».
Quindi come si potrebbe impedire l’informazione sanitaria scorretta?
«Nel caso in cui a rilasciare informazioni scorrette o fuorvianti sia un medico, dovrebbe intervenire l’Ordine professionale».
E se è un giornalista come nel caso di Adriano Panzironi?
«Dal giornalista mi aspetto che sia in grado di distinguere la veridicità della notizia, l’attendibilità delle fonti. Diciamo così: per la divulgazione scientifica mi aspetto lo stesso trattamento riservato allo sport».
Che cosa intende?
«Non si è mai visto un commentatore di partite di basket che non conosca le regole del gioco; lo stesso deve accadere con la scienza. Anzi pretendo maggiore riguardo per la scienza: l’informazione deve essere affidata a chi sa di che cosa parla. Se si affronta il tema del tumore, vorrei qualcuno che conosca l’argomento, non qualcuno che dica che sia sufficiente cambiare alimentazione per non ammalarsi. O per far regredire la malattia».
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Perché non basta cambiare alimentazione per non ammalarsi di cancro?
«Ma chi racconta queste sciocchezze?»
Se certi concetti risultano scontati, perché le persone tendono a crederci?
«Per rispondere a questa domanda mi vengono più in aiuto i miei studi classici che quelli di medicina. Al ginnasio si traduce il “De Bello Gallico” (La Guerra in Gallia). In questo testo, Cesare dice che i Galli “perderanno perché tendono a credere ciò che desiderano”. Infatti i Galli alla fine hanno perso. Ma le persone che credono a informazioni non corrette perdono la vita».
Magari per lei sono informazioni scorrette, per altri sono medicine alternative.
«Non esiste una medicina alternativa: esiste una sola medicina comprovata scientificamente. La medicina alternativa sta alla medicina basata su evidenze scientifiche, quanto un tappeto volante a un paracadute. Purtroppo ci sono pazienti che potrebbero essere sviati dalla medicina alternativa: attenzione. La situazione è grave».
Eppure anche lo stile di vita Life120 di Panzironi viene proposto in tv in contrapposizione alla «medicina ufficiale». Quali conseguenze può avere un’informazione distorta?
«Persone con malattie curabili scelgono di seguire una terapia o uno “stile di vita” senza alcuna provata efficacia. Potrebbero guarire e, magari, l’esito è diverso. L’anno scorso abbiamo avuto un bimbo morto di otite: mia nonna è morta di otite. Era il 1934, prima degli antibiotici».
Lei parla di antibiotici, ma chi propone alternative alla «medicina ufficiale» è perché ritiene che siano le case farmaceutiche a imporci i rimedi per avere grandi guadagni. È anche la tesi di Panzironi.
«Le case farmaceutiche non sono certo dame di carità. Ma se oggi non si muore più di Aids o se si guarisce dall’epatite C è per la ricerca portata avanti pure dalle case farmaceutiche. Il mondo va avanti e certe persone non se ne vogliono accorgere».
Oppure sono incompresi.
«Io suggerirei di andare molto cauti con i geni incompresi. Magari a volte uno non è compreso per una ragione semplice: perché tanto genio non è».
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