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Perché noi italiani dovremmo guardare il mondiale? Ecco 10 ragioni per farlo

di GIORGIO BILLERI
Perché noi italiani dovremmo guardare il mondiale? Ecco 10 ragioni per farlo

L’Islanda squadra da tifare, la Svezia da gufare, l’eterno duello Messi-Ronaldo, poi gli altri tricolori, la Russia da scoprire e Victoria, madrina da sogno

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LIVORNO. Ma perché diavolo dovremmo sacrificare le chiari, fresche e dolci serate di inizio estate sull’altare di un Mondiale orfano dell’Italia e dell’elmo di Scipio, senza le farfalle che ti passeggiano nello stomaco e il corteo pronto a scattare nelle strade? Perché alla romantica cenetta in terrazza dovremmo preferire un pallone senza pathos, alla camomilla, senza gioie e senza arrabbiature? Ecco dieci (più o meno) buoni motivi.

1 L’ISLANDA. Sarà perché la maglia è di un azzurro intenso, sarà perché l’intera isola fa tanti abitanti quanto una nostra città medio-grande. Sarà perché non si tratta di assi strapagati e gonfiati dai procuratori ma di postelegrafonici e insegnanti che in campo mettono quella grinta che tanti fenomeni nostrani si sognano. Sarà per quella geyser dance che manda in tumulto uno stadio e che vale da sola il prezzo del biglietto. Insomma, tifiamo Islanda, i sogni aiutano a vivere meglio.

2 LA GUFATA. C’è nord e nord. Tanto simpatici quelli di Rejkjavik, quanto francamente antipatici gli svedesi. Che ci hanno sempre portato rogne: in casa loro non ci siamo qualificati per il Mondiale 1958 e l’Europeo 1992, ci hanno fatto fuori in un altro Europeo biscottando con i danesi, e ci hanno sbattuto fuori pochi mesi fa. Umano e comprensibile che potremmo metterci alla tv e tifare per un rapido ritorno a Stoccolma.

3 LE AFRICANE. Sono tante e agguerrite: il Senegal di Koulibaly e Mané, il Marocco di Benatia, l’Egitto di Momo Salah, la Tunisia, la Nigeria. Il continente nero sforna campioni da esportare in Europa ma non trova mai il filotto buono per superare i quarti di finale di un Mondiale. Adottare una squadra africana sarebbe un altro buon motivo per trascorrere le sere d’estate davanti alla tv.

4 GLI DEI. Guardare Messi e Cristiano Ronaldo è sempre una buona idea, a prescindere. Quello delle due star planetarie del pallone non sarà un Mondiale banale: Leo deve vincerlo, magari quasi da solo, per togliersi dalla spalla in fantasma dell’altro grande diez della storia, Diego Armando Maradona, che nel 1986 portò un’Argentina non indimenticabile al titolo. A Cristiano manca soltanto la Coppa del Mondo per chiudere il cerchio di una carriera leggendaria. Il Portogallo non è tra le favorite, ma nemmeno all’Europeo lo era.

5 IL MERCATO. Eh già: cari tifosi di Juve, Inter, Milan, Roma eccetera, a Russia 2018 potrete vedere dal vivo i vostri sogni e le certezze. Quelli che le vostre squadre possono e non possono prendere. Propellente perfetto per le chiacchiere da bar, da sempre il pane e il companatico del pallone.

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6 I COLORI. Detto dell’Islanda, ci si può immedesimare nella bandiera tricolore del Messico o nell’azzurro del Giappone. La Francia? Ripassare, prego.

7 SERIE A. Dal Belgio alla Croazia, dall’Argentina alla Germania, saranno in tanti i reduci del nostro campionato. Niente di meglio per gli appassionati italiani di esaltare o crocifiggere il commissario tecnico di turno che, eventualmente, dovesse tenere fuori il loro beniamino.

8 GIOVANI E BELLE. Chiariamo: non che Spagna e Inghilterra siano in cima alle italiche simpatie, specie quando si parla di football. Ma siamo ormai talmente impregnati di Liga e Premier che sarà bello e interessante vedere i giovani leoni della Roja e di Sua Maestà puntare al titolo più importante. Asensio, Isco, Morata da una parte, Sterling, Kane, Rashford e Alli dall’altra sono tutti nomi caldi che possono infiammare Russia 2018.[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.16912960:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2018/06/02/news/il-calcio-e-un-vortice-e-i-mondiali-sono-qui-1.16912960]]

9 LA RUSSIA. Grande curiosità, inutile nasconderselo, per la prima volta della Russia come paese ospitante dopo 88 anni di storia della Coppa. Putin e i suoi hanno superato la concorrenza di Spagna e Portogallo e Paesi Bassi e Belgio, che pure si erano candidate a ospitare il torneo. Le partite si giocheranno in diverse città, che per l’occasione hanno subito un imponente restyling. Oltre ovviamente a Mosca, si scenderà in campo anche a San Pietroburgo, Kaliningrad, Nizhny Novgorod, Kazan, Samara, Saransk, Volgograd, Rostov sul Don, Sochi ed Ekaterinburg. Luoghi di grande fascino.

10 LA BELLISSIMA. Dulcissima in fundo, ecco la bellezza di Victoria Lopyreva. il nome dirà poco a tutti gli appassionati (di calcio. . .) italiani, ma la biondissima modella, 34 anni ed ex moglie del calciatore Fyodor Smolov rischia di diventare l’autentica star della rassegna iridata. Un altro buon motivo, magari, per lasciare in pace il telecomando per qualche minuto.

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