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«Siamo partner di Google», ma non è vero

«Siamo partner di Google», ma non è vero

FIRENZE. «Ho fatto un colloquio di lavoro via whatsapp dopo aver risposto all’annuncio di lavoro. L’avevo fatto perché l’azienda diceva di essere una Google partner. Invece era una mezza fregatura»....

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FIRENZE. «Ho fatto un colloquio di lavoro via whatsapp dopo aver risposto all’annuncio di lavoro. L’avevo fatto perché l’azienda diceva di essere una Google partner. Invece era una mezza fregatura». Utilizzare il nome di grandi multinazionali, non solo Goggle ma anche Amazon, Samsung e molte altre, è una delle tecniche utilizzate da chi va a caccia di giovani lavoratori da sfruttari. Linda, nome di fantasia perché la 25enne vuole restare anonima, è una fotografa e videomaker. E quando ha visto quell’annuncio quasi non ha creduto ai suoi occhi. «Cercasi fotografi per Google Street View». Ovvero raccogliere le immagini da fornire alla funzione di Google Maps che permette agli utenti di navigare sulle strade. «Era una truffa - spiega - dovevo scattare delle foto dentro le attività e vendere dei contratti fuffa. Mi pagavano 5 euro lordi a contratto».

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