Il Tirreno

Toscana

Il Banco “piange": Bpm chiuderà 38 filiali in Toscana

di Luca Signorini
Il Banco “piange": Bpm chiuderà 38 filiali in Toscana

La ex Cassa di Risparmio di Lucca, Pisa e Livorno taglia nei piccoli centri. La Cgil: un istituto sempre più lombardo

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LIVORNO. Sono quelle “meno performanti e più piccole in termini di risorse”. In sostanza dove i clienti sono pochi (o perlomeno inferiori alle attese) e si registrano ridotti flussi di denaro, ovvero dove “i numeri non consentono di stare in piedi”. Il Banco Bpm dà il via al suo programma di chiusura delle filiali: tra il mese di giugno e il prossimo autunno, in Italia tireranno giù i bandoni 313 sportelli, di questi 38 sono in Toscana.

Nessuna conseguenza per i dipendenti coinvolti (nella nostra regione circa 150 a fronte dei 775 a livello nazionale), che saranno tutti ricollocati nell’area geografica di pertinenza. La cura dimagrante significa accorpamento degli uffici. E riguarda soprattutto il territorio della costa: a chiudere sono infatti le ex filiali della Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, entrata nel luglio 2007 nel gruppo Banco Popolare di Verona, che il 1° gennaio 2017 ha dato vita insieme alla Banca Popolare di Milano al Banco Bpm, terzo gruppo bancario italiano.

«Non è il primo processo di chiusure, la tendenza delle banche è questa, lo abbiamo visto con Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena – spiega Stefano Caccia, segretario Fisac Cgil della provincia di Livorno – gli istituti di credito agiscono sulla leva dei costi, sulla riduzione dell’organico e sul potenziamento dei canali remoti, come il maggior uso dei servizi digitali e gli sportelli bancomat utilizzati sia per i prelievi che per i versamenti. In tante agenzie, per esempio, le operazioni di cassa possono essere fatte solo la mattina. Come sindacati siamo riusciti ad evitare i licenziamenti, grazie anche all’attivazione del fondo di solidarietà che consente di lasciare il lavoro entro i 5 anni dall’età della pensione. Purtroppo però le assunzioni non ci sono e il personale si riduce: questo fattore insieme alla valutazione dei costi porta alle chiusure delle filiali, che principalmente nei piccoli paesi sono ancora un punto di riferimento soprattutto per le persone anziane».

È il caso di Riotorto, frazione del comune di Piombino, che dopo l’agenzia del Monte dei Paschi vedrà chiudere anche quella del Banco Bpm. La provincia di Livorno è tra le più colpite in questo processo di razionalizzazione, con dodici filiali da sgomberare. Tre invece sono a Pisa (stesso numero nel grossetano), quattro tra la Versilia e la Riviera Apuana, cinque spariscono tra Lucca e la Garfagnana, altre undici tra le province di Arezzo, Firenze, Prato e Pistoia. All’Isola d’Elba chiudono gli sportelli di Pomonte a Marciana Marina e di Mola a Porto Azzurro. Aggiunge Lucia Gazzini, Rsa Banco Bpm per la Fisac Cgil: «Le chiusure sono contenute nel piano industriale presentato nel 2016 in vista della fusione, ma si faceva riferimento alla seconda metà del 2018: dunque questa accelerata a giugno risulta un po’ strana, e non era prevista una chiusura così importante in Toscana anche di agenzie che producevano, magari appena ristrutturate e all’interno di immobili di proprietà. Sembra che all’istituto interessi poco il territorio e le persone che ci vivono. Il Banco si è ancora di più “lombardizzato”: lo dimostrano gli accorpamenti che avverranno soprattutto al centro sud, con il caso particolare della Sicilia dove chiuderà il 30% degli sportelli esistenti».

GLI UFFICI CHE SARANNO TAGLIATI

La galassia delle 58 banche che nel 2009 avevano testa e cuore in Toscana si è ridimensionata a 37. Solo le Bcc sparite per effetto dei processi di aggregazione sono una quindicina. Inoltre in Italia il rapporto tra filiali e abitanti è tra i più alti d’Europa nonostante la diminuzione dal 14,6% tra il 2009 e il 2016 (dati Bankitalia).

Monte dei Paschi e Banche Venete lo scorso luglio hanno annunciato, e cominciato a mettere a punto, un taglio di 200 filiali. Una politica trasversale che ora arriva anche a Banco Bpm che , con il processo di accorpamento, si trovata ad avere anche più filiali nella stessa città. Troppe. Ed ecco allora che in Toscana, come in gran parte del sud, parte la razionalizzazione. Ecco provincia per provincia quali filiali in chiusura.

PROVINCIA DI LIVORNO

Nel capoluogo le agenzie di via Fratelli Bandiera, via San Jacopo in Acquaviva, via Pannocchia e di piazza del Municipio, gli sportelli al centro commerciale di Marilia, alla sede Cna e a Quercianella, le filiali di Riotorto a Piombino, di Castelnuovo Misericordia a Rosignano Marittimo e di Guasticce a Collesalvetti, all'Isola d'Elba le filiali di Mola a Porto Azzurro e di Pomonte a Marciana Marina.

PROVINCIA DI PISA

Nel capoluogo l'agenzia di piazza Donati, le filiali di San Giuliano Terme e Volterra.

PROVINCIA DI GROSSETO

Nel capoluogo l'agenzia di piazza Volturno, le filiali di Scarlino Scalo a Scarlino e di Orbetello.

PROVINCIA DI LUCCA

Nel capoluogo le agenzie di via Sant'Andrea e di Ponte San Pietro, le filiali di Fornaci di Barga a Barga, di Diecimo a Borgo a Mozzano, di Castiglione di Garfagnana, di Vittoria Apuana a Forte dei Marmi, e a Viareggio le agenzie al mercato ortofrutticolo e in via Cervi.

PROVINCIA MASSA CARRARA

Filiale di viale Colombo a Marina di Carrara.

PROVINCIA DI PISTOIA

Agenzia di Ponte all'Abate, in via Lucchese a Pescia.

PROVINCIA DI PRATO

Sportelli di Poggio a Caiano, in via Caiani, e di Carmignano, sulla Strada Statale 66.

PROVINCIA DI FIRENZE

Nel capoluogo le agenzie di Corso dei Tintori, via Zobi e via Senese, le filiali di via Montanelli a Pontassieve e di viale Matteotti a Certaldo.

PROVINCIA DI AREZZO

Le filiali di San Giovanni Valdarno, di Sansepolcro e di via Monte Falco ad Arezzo.

 

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