La protesta
Pontedera: «Noi abbiamo già un gruppo attivo»
Un tutor esterno per contrastare il bullismo nelle scuole non lo vorrebbe Maria Giovanna Missaggia (nella foto), preside dell’istituto professionale (Ipsia) di Pontedera, dove a gennaio un ragazzo di...
Un tutor esterno per contrastare il bullismo nelle scuole non lo vorrebbe Maria Giovanna Missaggia (nella foto), preside dell’istituto professionale (Ipsia) di Pontedera, dove a gennaio un ragazzo di 17 anni con problemi comportamentali ha minacciato un professore con una pistola giocattolo. Ma se il tutor è un alunno, allora il discorso cambia. «Devono essere coinvolti gli studenti – dice la dirigente scolastica – non servono figure aggiuntive. Da noi, in base a un progetto della Società della salute, del Comune e gli altri istituti della città – abbiamo già creato un gruppo di ragazzi che monitora la situazione e, se ci sono casi particolari, li segnala agli insegnanti. I risultati sono buoni e adesso, dopo aver firmato il protocollo, siamo arrivati al punto di individuare le procedure da seguire in situazioni di evidente bullismo. Secondo noi devono essere coinvolte le famiglie, mentre devono intervenire scuola, consultori e forze dell’ordine».
Il progetto del ministero dell’Istruzione, secondo Missaggia, è «dunque, un segnale importante di vicinanza dello Stato a uno dei maggiori problemi nel mondo degli studenti. L’importante è non introdurre figure aggiuntive a quanto si fa già a scuola ». (a.q.)
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