Attenzione
Abusata da bambina: "Ecco perché ho deciso di raccontare tutto in tv" - Video
Rosignano, parla Annamaria la ragazza che ha denunciato le violenze alle Iene: "Chi denuncia non è creduta e nemmeno tutelata". L'uomo si difende: "Sono innocente"
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16773497:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/abusata-da-bambina-annamaria-nessuna-tutela-dopo-la-denuncia/101622/103207]]
ROSIGNANO. «Credevo di essermi gettata tutto alle spalle, invece…». Invece il passato è tornato presente, con le solite accuse, impedendo alle ferite di cicatrizzarsi. Annamaria Calderoni è seduta al tavolo vicino all’ingresso, ha un faldone di documenti davanti a sé e quando non parla mette le unghie tra i denti. Si sfoga sugli ultimi quindici anni: dagli abusi subiti quando ancora era una bambina fino alla sentenza della Cassazione del 10 aprile scorso, quando è stata confermata la condanna a 4 anni e 8 mesi nei confronti di quell’uomo, amico di famiglia, che si è approfittato di lei. Si chiama Marco Macelloni e oggi lui ha 50 anni, lei 23; all’epoca degli abusi denunciati lui ne aveva una trentina, lei neanche 10. «Credevo che con la fine del processo tutta questa vicenda fosse ormai lontana da me, invece non è finita». Il 9 marzo è arrivata infatti un’altra denuncia per un altro atto di violenza sessuale, sempre con i soliti due protagonisti. È stata Annamaria a presentarla e la Procura di Livorno sta indagando. «Chi denuncia non viene tutelato – dice la ragazza – Non ti credono e devi sopportare una serie di perizie e interrogatori che colpiscono più la vittima del colpevole. La legge dovrebbe essere più vicina alle vittime».
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.16773500:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/abusata-da-bambina-annamaria-speravo-avere-superato-questo-incubo/101624/103209]]
Macelloni nega tutto: i fatti per cui è stato condannato e quelli per cui è stato da poco indagato, sostenendo – come ha fatto durante il processo – che la ragazza si sia inventata ogni cosa. «Vado in galera da innocente», dice. Intanto i social gli si sono scatenati contro dopo il servizio de Le Iene, con cui Annamaria ha lanciato il caso pubblicamente. «Ho deciso di raccontare tutto ai media perché fino ad oggi tutti hanno pensato che fossi io quella strana mentre lui, seppur condannato, una persona per bene. Voglio andare in fondo – dice la ragazza – Inoltre, sto cercando anche possibili testimoni che possano aver visto quel che è accaduto il 5 marzo». Annamaria ha raccontato alle forze dell’ordine di essersi sentita presa per il collo dopo subito dopo aver messo benzina al distributore lungo via Allende, a Rosignano Solvay. Ad aggredirla sarebbe stato di nuovo lui. L’avrebbe fatta salire con la forza sui sedili posteriori di un’auto e l’avrebbe poi costretta a un rapporto orale mentre un altro uomo alla guida li portava lontano.
Secondo i racconto di Annamaria, il 50enne avrebbe poi chiesto all’amico: «Vuoi favorire?». Ma l’uomo avrebbe declinato l’invito. Questa la denuncia drammatica (che ha fatto scattare l’inchiesta) formalizzata da Annamaria il 9 marzo. Quattro giorni dopo la presunta violenza. «Ho atteso tanto a presentare la denuncia ero scoraggiata: avevo appena concluso un processo durato 7 anni e non volevo ripartire da capo. Il mio ragazzo poi ha capito che c’era qualcosa di strano e quando l’ha saputo è andato lui a sporgere denuncia». Anche il referto dell’Asl è datato al 9 marzo e parla di “violenza fisica – abuso sessuale da adulto”, legata alle contusioni sul braccio della ragazza a seguito di una sorta di lotta per non salire sull’auto. Anche questo figura a verbale nella denuncia. «Speravo di poterla superare da sola, così ho esitato».
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.16766121:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2018/04/28/news/mi-ha-violentata-ancora-indagato-per-abusi-sessuali-1.16766121]]
Lo ha fatto anche in passato Annamaria. Non ha mai parlato degli abusi subiti fino a 16 anni, ma in compenso li ha scritti sui suoi diari. «Non ne posso più, lo “zio” continua a darmi noia, a toccarmi», ha scritto nel 2008. «Avrei voluto che la mia prima volta fosse stata con una persona importante, come tutti la sognano, non con il primo vecchio che passa», ha scritto poi tre anni dopo. Un lasso di tempo che non ha cambiato l’incubo, ma la calligrafia sì. Un elemento importante la calligrafia per gli investigatori, che studiando proprio questi diari hanno fissato il periodo degli abusi tra gli 8 e i 16 anni di Annamaria. «Aveva due statuette sul comodino - racconta - e guardavo quelle mentre lui faceva i suoi comodi», cercando di far scappare la mente dal corpo. «Sua madre sentiva tutto», continua la ragazza, dato che l’uomo, ieri come oggi, vive con i genitori. In una casa nella quale Annamaria viene lasciata «dai miei nonni, quando mia mamma era al lavoro: loro abitano al piano superiore a queste persone. La famiglia aveva una grande tv, con Sky, e io andavo volentieri a vederla». Invece sono iniziati gli abusi. Proseguiti per anni. In silenzio. Ma a «un certo punto non stavo bene con il mio ragazzo del tempo: mi dava fastidio l’idea di averci dei rapporti, poi gli chiedevo di portare i capelli corti, come li aveva lui (il 50enne). Lo stavo facendo diventare come il mio molestatore: ho capito che avevo un problema».
Ne è nato un processo lungo sette anni, con due incidenti probatori e un’infinità di perizie psichiatriche. «Non mi credevano, è stato terribile», dice la ragazza. Alla fine comunque è arrivata la condanna per abusi, mentre il 50enne è stato assolto per la violenza. «Questo è stato ingiusto, come se una bambina potesse essere consenziente», dice Annamaria. Ma intanto ci sono stati altri fatti. «Quando lavoravo a Castellina in un bar lui è venuto a prendere il caffè, un’altra volta a Rosignano mi si è avvicinato con l’auto mentre ero in bicicletta, nonostante in primo grado avesse l’obbligo di allontanamento». Ma c’è un altro fatto ancora. «Quasi due anni fa lui ha aperto un’attività a Solvay e su Facebook ho scritto che per esperienza diretta suggerivo di portarci i cani ma non i bambini. Lui ha denunciato per diffamazione per questo commento: avrò il processo a breve».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
