Gli occhi sulle isole toscane: ecco le telecamere per sorvegliare il mare - Video
Pisa: la Guardia di finanza, fatta eccezione per la Capitaneria di porto, è la sola ad avere i compiti di polizia giudiziaria. Ecco la Toscana vista dal cielo
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PISA. Dallo scorso luglio, con l’entrata in vigore della legge Madia, è rimasta l’unica forza di polizia sul mare. Fatte salve le attribuzioni assegnate alla Guardia Costiera, ovvero la salvaguardia della navigazione e il salvataggio tra le onde, la Guardia di Finanza è oggi la sola ad avere compiti di polizia giudiziaria. Sono dunque aumentati di parecchio l’impegno e il lavoro del comando del reparto operativo aeronavale di Livorno guidato dal colonnello Amedeo Antonucci, da cui dipende la sezione aerea di Pisa guidata dal maggiore Massimo Anedda e che esercita le proprie competenze sull’intero territorio toscano.
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Di un occhio di riguardo continueranno a beneficiare le aree protette dell’arcipelago, su cui già dalle prossime settimane verrà notevolmente potenziata l’opera di sorveglianza. Nell’ottobre scorso, infatti, il reparto operativo aeronavale livornese ha firmato un protocollo operativo con l’Ente Parco dell’Arcipelago Toscano proprio con l’intento di rafforzare la vigilanza delle acque marine protette, quelle di Capraia, Giannutri, Montecristo e Pianosa. Per farlo saranno utilizzate per la prima volta anche le telecamere. «Tra pochi giorni – conferma il colonnello Antonucci – saremo pronti con il monitoraggio dei tratti marini relativi alle aree protette. L’attivazione del sistema è ormai imminente». Ovviamente, agli occhi elettronici si aggiungono le unità navali, il nucleo sommozzatori e gli elicotteri di stanza a Pisa, all’interno della 46esima Brigata Aerea.
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È a bordo di uno di questi che nei giorni scorsi è salito Il Tirreno per seguire da vicino una delle missioni operative della Guardia di Finanza. In compagnia del maggiore Anedda ci accomodiamo su un HH-412C (in gergo “Volpe 206”, il nome in codice assegnato ai velivoli delle fiamme gialle). Con noi ci sono il maresciallo capo pilota Simone Bargagli, il brigadiere pilota Domenico Gambardella e l’operatore dei sistemi di bordo, il maresciallo capo Walter Genovese. Decolliamo nonostante le condizioni meteo non idilliache (il cielo è molto nuvoloso, il mare è mosso e le raffiche di vento sono intorno ai 35 nodi), ma questo all’equipaggio non importa più di tanto. «La missione – spiega il maggiore Anedda – avverrà in cooperazione con una motovedetta veloce della stazione navale, poiché nel corso delle quotidiane attività di pattugliamento delle acque territoriali, ai fini di polizia economico-finanziaria e di ordine e sicurezza pubblica in mare, i mezzi aerei e le unità navali si trovano spesso a collaborare per massimizzare l’efficacia dei dispositivi di controllo. L’obiettivo del monitoraggio aereo è quasi sempre rappresentato da ricerca e controllo natanti, ricognizioni costiere o terrestri finalizzate al controllo del demanio, polizia ambientale e al contrasto dei fenomeni di abusivismo edilizio».
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È grazie a una di queste missioni che solamente pochi giorni fa è stata scoperta nella Darsena pisana, nell’area dei Navicelli, una vera e propria mini-bomba ecologica. Accanto alle barche sono state individuate 1.400 tonnellate di rifiuti, tra cui anche vernici e solventi, con la Finanza che è intervenuta sequestrando un’area di circa 43mila metri quadrati e denunciando il legale rappresentante di un’azienda che ha in uso la zona. Ovviamente, la maxi discarica abusiva è stata individuata di giorno, ma l’attività della sezione aerea della Guardia di Finanza non ha soste. «Il lavoro – aggiunge Anedda – non si ferma mai. Anche perché buona parte degli illeciti viene consumata nelle ore notturne e bisogna, quindi, essere pronti 24 ore su 24 per contrastarli».
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Fra i traffici illeciti c’è anche quello delle sostanze stupefacenti. Ecco cosa dice al riguardo il colonnello Antonucci: «Ormai la droga viaggia sempre più per mare. Nascosta all’interno delle navi commerciali, ma anche tramite barche che utilizzano i canali per entrare dentro il territorio tra Pisa e Livorno. Ecco perché la foce del Calambrone e i Navicelli sono tra le zone più attentamente monitorate».
E infatti il pilota Bargagli fa qualche sorvolo supplementare su quell’area nel corso della missione esplorativa. Di una durata complessiva di quasi due ore, da Pisa a Marina di Carrara e poi lungo costa fino a Livorno. Vista la giornata particolarmente avversa sotto il profilo climatico, nessuna barca da diporto si è avventurata in mare. E così i controlli si concentrano su alcune motonavi alla fonda, visionate attentamente sia dall’alto con l’elicottero che dal basso con la vedetta veloce. Niente di strano e di anomalo, “Volpe 206” può fare rientro.
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