Sicurezza
Epatite C, piano da 44 milioni per eliminarla
Sono 18600 le persone colpite in Toscana: oltre ai farmaci previsti più controlli mirati
FIRENZE. Eradicare il virus dell’epatite C nella popolazione toscana nel triennio 2018-2020. Come?
Aumentando le ore degli specialisti dell’epatite C negli ambulatori e potenziando i controlli dei pazienti in cura.
Ogni anno 6.221 pazienti saranno curati al costo di 44 milioni per l’acquisto del farmaco antivirale e l’attività progettuale. Fino alla piena guarigione delle circa 18.600 persone affette dal virus e alla totale eradicazione dell’epatite C dal territorio toscano.
Questo il programma varato dalla Regione. Questo l’obiettivo messo nero su bianco dall’assessora alla salute Stefania Saccardi in una delibera approvata in seduta di giunta. Per capire come mai la Regione è arrivata ad adottare questo tipo di provvedimento, dobbiamo fare un passo indietro.
Nel 2015 la stima della popolazione dei pazienti affetti da epatite C in Toscana era di circa 26mila soggetti. Nel triennio 2015-2017 le nuove terapie permettono di trattare 6.615 pazienti, siamo sull’ordine di 2.200 persone circa l’anno. Questi pazienti vengono scelti sulla base dei criteri dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa): hanno una forma più avanzata della malattia come la cirrosi o la fibrosi epatica.
Nello stesso periodo si stima ci sia stata una riduzione dei pazienti da trattare, in conseguenza delle guarigioni ottenute con altri tipi di terapie e/o al decesso dei pazienti, per età avanzata. Ecco perché l’attuale popolazione di pazienti ancora da trattare risulta essere di circa 18.600 unità.
Ma la svolta arriva nell’aprile del 2017: «Quando l’Aifa cancella i criteri restrittivi di accesso alla cura e apre la terapia a tutte le persone affette da epatite C. Non importa se gravi o meno gravi», spiega il direttore delle Malattie infettive di Arezzo Danilo Tacconi, tra gli esperti del programma di eradicazione della malattia.
Ecco perché la Regione lancia ora la battaglia finale.
Il programma. Queste le azioni previste dal programma:
1) creazione di una cabina di regìa che coordini il lavoro dei 22 centri prescrittori distribuiti in tutta la regione;
2) sviluppo di una data base on line regionale per sapere in tempo reale quanti pazienti sono in trattamento, quanti quelli trattati, con tanto di valutazione degli esiti a breve/medio/lungo termine della cura;
3) definizione di nuove strategie per il censimento dei pazienti coinvolgendo i laboratori di microbiologia per intercettare pazienti non ancora censiti (sono circa 2mila).
Soddisfatto il presidente della Regione Enrico Rossi: «Siamo a un livello avanzato di soluzione del problema. Eradicare significa non dover più tenere in cura migliaia e migliaia di persone. Se la malattia si eradica, vuol dire che non si trasmette più».
Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessora alla salute Stefania Saccardi: «Per mettere in atto il programma, facciamo una modifica dell’organizzazione dei servizi e un aumento dell’offerta ambulatoriale. Tra l’altro, più pazienti vengono trattati e più si abbassa il costo del farmaco».
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