Il Tirreno

Toscana

Il caso lungarni: una spaventosa sequenza di cadute dalle spallette - Video

Guido Fiorini
Un intervento dei vigili del fuoco dopo una caduta sul Lungarno di Pisa
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Un intervento dei vigili del fuoco dopo una caduta sul Lungarno di Pisa

Pisa: in nove anni 25 incidenti e 2 ragazzi morti. Il divieto? Resta quasi sempre inosservato

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PISA. L’ultimo caso è accaduto domenica 8 aprile, intorno alle 6 del mattino, in Lungarno Galilei. Un giovane pisano, 25 anni, è caduto dalle spallette dell’Arno, un volo di sei metri che gli ha causato numerose fratture. Lo hanno recuperato i vigili del fuoco, non è in pericolo di vita, ha raccontato che si è trattato di una caduta accidentale, avvenuta mentre era con la ragazza, al termine del lavoro.

Negli anni, però, i casi di cadute dalle spallette lungo il fiume d’argento sono stati decine, alcuni molto gravi. Nel 2009, nel giro di tre mesi, ci furono anche due decessi, un ragazzo spagnolo e uno slovacco. E fu proprio dopo queste morti accidentali che il sindaco di Pisa Marco Filippeschi decise di emettere un’ordinanza (la 18/2010) per vietare di camminare o sedere sulle spallette dell’Arno, oltre a scendere sulle piattaforme sottostanti. Furono piazzati anche dei cartelli di divieto, che sono ancora affissi a intervalli regolari lungo il fiume e nei locali della “movida” serale.

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Certo è che il problema non è stato risolto e non sembra neppure che ci possano essere soluzioni: «L’ordinanza è ancora in vigore – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli – e ci sono anche delle sanzioni. Il problema è che, nonostante i controlli, spesso non viene rispettata e siamo in una zona in cui, la sera, ci sono migliaia di persone, per lo più studenti, molti dei quali vengono da fuori e non hanno una percezione corretta dei rischi. C’era stato un periodo in cui si era pensato di mettere delle “reti”, ma i tratti da coprire sono troppo lunghi e, fra l’altro, c’è una tutela da parte della Soprintendenza».

I controlli, in effetti, ci sono, ma quando la sera le temperature diventano miti, i lungarni sono una delle zone preferite per la “movida” pisana. E fiumi di giovani si riversano in strada.
«Anche stamani (ieri, ndr) – spiega il comandante dei vigili urbani di Pisa, Michele Stefanelli – mentre passavo in macchina ho visto dei giovani che erano saliti in piedi sulle spallette per fare una foto e li ho fatti scendere. Questo poche ore dopo l’incidente che, per fortuna, è stato meno grave di quanto pareva in un primo momento. Noi ci siamo spesso, ma le spallette sono un appoggio naturale per tutti quei ragazzi che non trovano posto nei tavoli dei locali. Prendono da bere, attraversano, e si siedono. E finché si limitano a questo, i rischi tutto sommato sono contenuti. Il problema è quando scherzano, salgono in piedi, magari si spingono anche: giochi davvero pericolosi, visto che lì sotto ci sono sei metri di strapiombo.

Qualcuno scende anche sulla piattaforma sottostante, quella che indica anche il livello di piena del fiume. E lì non ci sono protezioni di alcun genere, se anche hanno bevuto un bicchiere di troppo, rischiano grosso». Nelle prossime settimane i controlli sui Lungarni pisani saranno intensificati, ma nessun divieto potrà funzionare se non sarà unito al buon senso.
 

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