La manifestazione
Stalking, condannato un medico
Firenze, 6 mesi (pena sospesa) per aver perseguitato una collega di reparto
FIRENZE. «Chi ti credi di essere? Sei una figlia di tr....». Giù insulti. Ma poi c’erano le telefonate fuori dal lavoro. Insistenti. Le richieste di incontro. E le risposte delle dottoressa, per il timore «di ritorsioni sul lavoro». Alla fine la denuncia. E ieri la condanna: 6 mesi (pena sospesa) e un risarcimento danni di 5mila euro per atti persecutori. Secondo il giudice Giampaolo Boninsegna, il medico Antonio Silvestri dell'ospedale di Santa Maria Nuova si è comportato da stalker nei confronti di una collega del reparto. Ma non le avrebbe usato violenza sessuale (fra il 2011 e il 2013).
Secondo la denuncia della dottoressa, che si costituita parte civile, Silvestri l'avrebbe perseguitata e vessata in vario modo: insistenti richieste di incontri fuori dall'ospedale nonostante i ripetuti dinieghi, telefonate quotidiane, sms confidenziali ai quali avrebbe risposto «per evitare ritorsioni sul luogo di lavoro»; poi i tentativi di screditarla davanti a gli altri medici e agli infermieri, le minacce di un peggioramento delle sue condizioni lavorative. Fra Tra le accuse della dottoressa, anche il fatto che il medico «si introduceva» nello spogliatoio mentre la donna si cambiava gli abiti, il pedinamento al circolo del tennis al quale l’uomo di sarebbe iscritto pur non essendo un giocatore di tale sport. Nella denuncia della dottoressa viene riportata anche una frase che Silvestri, collega anziano, le avrebbe rivolto: «Chi ti credi di essere? Non pensare di essere ancora protetta da tuo padre, sei una figlia di tr..»".
L’avvocato dell’imputato Federico Bagattini, ha respinto sia le accuse di stalking, sia quella di violenza sessuale relativa a presunti palpeggiamenti del seno e baci: per questa seconda accusa c'è stata l'assoluzione.
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