Il dolore
«Non mi puoi lasciare»: pedina e violenta la ex
Lei lucchese, lui condannato a 10 anni. Vano il divieto di avvicinamento: le aveva piazzato il gps sotto l’auto
PISTOIA. «Un soggetto pericolosissimo per il genere femminile». Così lo ha definito il pm nella sua requisitoria, chiedendo, per quell’uomo che già in passato aveva sequestrato e stuprato una sua ex, 9 anni di carcere. E tale lo hanno ritenuto i giudici, che di anni di reclusione gliene hanno dati 10.
LO STALKER EVOLUTO
IN STUPRATORE
Con una sentenza dalla pesantezza esemplare, si è concluso ieri davanti al tribunale collegiale di Pistoia il processo che vedeva sul banco degli imputati un 56enne personal trainer di Buggiano (di cui non citiamo il nome per non rendere identificabile la vittima di violenza, ndr) – da un anno in cella – accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti della ex fidanzata. Per aver perseguitato la quale, seguendola grazie a un gps piazzato nella sua auto, era già stato arrestato e condannato. E che poi, trasformandosi da stalker in stupratore – una volta che gli arresti domiciliari gli erano stati mitigati nella misura del divieto di avvicinamento – aveva violentato in un parcheggio facendo irruzione nella sua auto, rintracciata anche questa volta grazie a un gps nascosto nel cofano.
Vittima della violenza, una donna della Lucchesia, 34 anni, adesso residente in un comune dell’Empolese Valdelsa, a casa dei genitori, dove si era rifugiata dopo l’inizio della persecuzione da parte del suo ex. Che, oltre che al carcere, è stato condannato anche risarcimento dei danni materiali e morali nei confronti della parte civile, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 20.000 euro.
DIVIETO DI AVVICINAMENTO
IGNORATO
A fine agosto 2016, la ragazza aveva deciso di troncare la relazione con quell’uomo conosciuto in palestra. Una fine che lui però non aveva accettato. Pedinamenti, aggressioni, minacce... E denunce da parte di lei. Che avevano portato a un primo arresto il 4 ottobre 2016, quando la Polstrada trovò sull’auto della donna un primo gps con cui lui riusciva a seguirne gli spostamenti. A fine dicembre, dopo la scarcerazione, di nuovo le manette: nonostante l’obbligo di non avvicinarsi, una sera la ragazza se l’era ritrovato nel garage di casa, e il giorno dopo l’uomo l’aveva bloccata per strada spaccandole il finestrino dell’auto. Di nuovo i domiciliari e, dopo il ricorso dell’avvocato, la mitigazione della misura. E il ritorno della paura, nei giorni precedenti la violenza, quando la ragazza si era accorta di essere seguita da un’auto nera, uguale a quella dell’ex.
PEDINATA CON IL GPS
Teatro dell’aggressione, nella notte fra il 31 marzo e il primo aprile 2016, il parcheggio di un pub fra Masotti e Serravalle, a pochi chilometri da Pistoia, lungo la via Lucchese. Quella sera la ragazza era andata a Pistoia per un aperitivo. Ma all’uscita dal locale aveva rivisto quell’auto. Talmente scossa da non riuscire a guidare, per calmarsi aveva aspettato a casa di un amico fin verso mezzanotte. Prima di rimettersi alla guida per tornare a casa. Imboccata la Lucchese, una volta a Masotti non ce l’aveva fatta più a continuare. Aveva avuto bisogno di accostare. E lo aveva fatto nel parcheggio di un locale che conosceva bene, invisibile dalla strada principale: se l’ex fosse passato di lì, non l’avrebbe vista. Ma non sapeva che il suo stalker le aveva piazzato sull’auto un localizzatore. «Avevo gli occhi chiusi, ho sentito la portiera che si apriva, ho cercato di trattenerla... Lui era lì. Mi ha gettata sul sedile del passeggero, cercavo di urlare, ha cominciato a colpirmi, sulla testa, sul viso...» avrebbe raccontato poi ai giudici durante il processo.
UOMO PERICOLOSISSIMO
PER LE DONNE
Il pubblico ministero Giuseppe Grieco lo ha sottolineato ieri in aula: non gli era mai capitato di dover definire un imputato come pericolosissimo per il genere femminile. Ma come fare altrimenti davanti a qualcuno che già nel 2006, a Firenze, fu condannato a 2 anni e 8 mesi per violenza sessuale, sequestro di persona e maltrattamenti nei confronti di una precedente ex? Una persona definita (nella consulenza psichiatrica disposta dalla procura) come “ipernarcisista, incapace di accettare l’idea che una donna potesse respingerlo”. «Nessuno può abbandonarlo, tutte le donne sono di sua proprietà. Ci troviamo davanti a una totale assenza di pentimento, a una totale assenza di consapevolezza del reato commesso e a una recidiva specifica».
LA DIFESA: RAPPORTO
CONSENSUALE
Il 56enne trainer non ha mai negato il rapporto sessuale, ma ha sempre sostenuto che era stato consensuale: la ex lo amava ancora, era lei che lo cercava. Una versione in aperto contrasto, ha ribattuto il pm, con il contesto in cui quel rapporto è avvenuto. Fatto di persecuzioni, pedinamenti, querele, arresti e aggressioni. Sui cui ci sono testimonianze concordanti. «Assurdo sostenere che lui fosse convinto che la ragazza lo amava, lo cercava ancora. Non c'è mai stato consenso, neanche l’ombra».
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