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Toscana

VIAREGGIO 

Ignora il divieto di avvicinarsi alla ex, arrestato

VIAREGGIO. Va a casa sua di notte. Picchia contro la porta, le grida di uscire, che vuole solo parlare. E se ne frega della denuncia per stalking che pende già su di lui. Se ne frega anche se il...

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VIAREGGIO. Va a casa sua di notte. Picchia contro la porta, le grida di uscire, che vuole solo parlare. E se ne frega della denuncia per stalking che pende già su di lui. Se ne frega anche se il giudice gli ha ordinato di non avvicinarsi più a lei, alla sua casa, ai luoghi che frequenta. Continua a picchiare contro la porta finché non sente le sirene. A quel punto se ne va. Sta per salire in macchina, quando i poliziotti arrivano, lo bloccano e lo arrestano per stalking.

Una storia accaduta a Viareggio venerdì notte. A finire in manette un cittadino albanese, residente in città da anni che da mesi (finita la storia) perseguitava la ex a suon di messaggi, telefonate, appostamenti sotto casa, pure pedinamenti. La donna aveva denunciato ai carabinieri e il giudice aveva disposto il divieto di avvicinamento. Non succede spesso che un giudice ricorra alla prima denuncia a un provvedimento di questo tipo. Peccato che sia completamente inutile. Per come è formulata oggi la normativa (che il Tirreno con la sua campagna chiede di cambiare) per questo caso specifico nessun magistrato avrebbe potuto ordinare l’applicazione del braccialetto elettronico. Ma senza braccialetto elettronico nessuno poteva impedire più di tanto che l’uomo si avvicinasse alla donna. Come ha fatto.

(m. c.)

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