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«Via ai lavori entro l’anno» Il ricorso non ferma la pista

di Samuele Bartolini
«Via ai lavori entro l’anno» Il ricorso non ferma la pista

Toscana Aeroporti ignora i Comuni della piana e non rinuncia al rilancio di Peretola «Pronti a ricorrere al Consiglio di Stato». Raddoppio finito in un anno e mezzo

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FIRENZE. Toscana Aeroporti non si fermerà. Costruirà la nuova pista dell’aeroporto di Firenze anche se i Comuni della Piana fiorentina non la vogliono. Anche se la combattono davanti al tribunale amministrativo. E anzi la società a maggioranza privata ipotizza di iniziare i lavori entro la fine dell’anno. Del resto è già in ritardo di quasi tre anni sulla tabella di marcia: l’obiettivo era inaugurare il nuovo aeroporto a novembre 2017. Per il G7 di Firenze. Il G7 non c’è stato in Toscana. La pista di Peretola neppure.

IL CONTENZIOSO

Comunque se i Comuni di Carmignano, Poggio a Caiano, Calenzano, Prato, Signa, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino vinceranno il ricorso al Tar, «Toscana Aeroporti andrà al Consiglio di Stato», annuncia il presidente Marco Carrai in assieme al vice Robero Naldi. La società, però, ribadisce che l'apertura dei cantieri è indipendente da quello giudiziario. «La posa della prima pietra per la nuova pista dell'aeroporto di Firenze dipende dall'iter autorizzativo, ma la speranza è di iniziare nell'autunno del 2018», insiste Carrai. «Stiamo aspettando che venga indetta la conferenza dei servizi. Passeranno i 90 giorni e spero entro l'anno di partire con le nuove opere». Dunque il prossimo passo è la convocazione della conferenza dei servizi. Finite le valutazioni dovranno passare novanta giorni. A quel punto cominceranno i lavori per la nuova pista. Tempo un anno e mezzo e sarà realizzata. Ma nessuna sa quando sarà convocata la conferenza dei servizi.

ALLEANZA CON BOLOGNA

Un paio di giorni fa il sindaco di Bologna Virginio Merola il sasso l'ha lanciato. «Insieme», la parola magica. Che tradotto vuol dire: il Marconi di Bologna e il Vespucci di Firenze diano vita ad un unico hub per il Centro nord. Con il rischio di tagliare fuori Pisa. Ma il vicepresidente esecutivo di Toscana Aeroporti Naldi getta acqua sul fuoco: «Noi andiamo a spron battuto sul capoluogo toscano e sull'integrazione con Pisa». E smentisce pure un interessamento del magnate argentino Eduardo Eurnekian, presidente di Corporacion America, per lo scalo emiliano. «Noi di aeroporti ne guardiamo tanti costantemente, in Italia e in Europa – dice Naldi – e come direttore per l'Europa del gruppo Corporacion America non passa giorno che io non venga interessato da iniziative: molte farlocche, alcune interessanti. Su Bologna nessun interesse». Mentre Carrai sulle dichiarazioni del sindaco di Bologna glissa: «Non mi occupo di politica, faccio il presidente di Toscana Aeroporti». Perciò dovrebbe difendere anche gli interessi di Pisa.

LA POLEMICA

In particolare alla vigilia delle elezioni amministrative. In compenso ci pensa M5S a sottolineare il problema. «Toscana Aeroporti vuole cambiare statuto e da questo potrebbero arrivare la dismissione delle quote detenute dalla Regione, pari al 5,06%, in Toscana Aeroporti e lo “scippo” finale dell'aeroporto di Pisa ai pisani», dice la consigliera regionale Irene Galletti. «Il cda a guida Carrai e trazione privata – spiega Irene Galletti in una nota - vorrebbe che la società iniziasse a poter fare “qualsivoglia lavoro o opera correlata all'oggetto sociale”, ovvero la gestione degli scali, e “qualsivoglia operazione connessa o collegata” a questa finalità, incluso lo “sviluppo delle attività, dei servizi e delle infrastrutture”. Da gestore di due aeroporti qui si potrebbe arrivare ad una specie di holding che operi dalla ristorazione agli alberghi, fino magari alle infrastrutture, legate all'attività degli scali».

Per M5S il cda di Toscana Aeroporti era composto da 15 persone: «sei espresse dalla parte pubblica e nove dai privati. Dopo gli ultimi passaggi di proprietà e con la modifica statutaria gli assetti cambierebbero in 11 a 4, a discapito del pubblico». Che, del resto, oggi è in netta minoranza all’interno della compagine sociale

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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