Il Tirreno

Toscana

Addio Kira, il cane pompiere simbolo della strage di viareggio

di Alessandro Bientinesi
Addio Kira, il cane pompiere simbolo della strage di viareggio

A 11 anni se ne va la mascotte dei vigili del fuoco impiegata nella ricerca dei dispersi. Il pastore tedesco sempre in prima linea, anche nel sisma emiliano, ha salvato molte vite

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L’odore di gas. Poi l’esplosione devastante. La casa che si trasforma in un castello di carta. Il buio negli occhi. La polvere in gola. Serenella e le due figlie restano intrappolate dalle travi di cemento. Per Sara, 20 anni, non c’è nulla da fare. Kira, però, riaccende la speranza. Il pastore tedesco ha poco più di un anno, ma è già tra i migliori cani dell’unità cinofila di Siena.

Addestrata tra Pisa e Livorno, il suo fiuto è quasi infallibile. Per lei avventurarsi tra le macerie con il suo conduttore, il vigile del fuoco Luigi Fontanelli, è un istinto che salva delle vite. Individua Serenella e la figlia Sofia. Spaventate, ferite, ma salve. Kira riceve un premio, il suo preferito: le coccole del padrone. Poi arriverà anche il premio della città di San Gimignano, ma vuoi mettere una grattatina dietro l’orecchio.

Da quel momento, è il dicembre 2008, Kira salverà ancora tante vite, con molti interventi durante il terremoto dell’Aquila, il disastro ferroviario di Viareggio e il sisma in Emilia. Kira, dopo 11 ici anni al servizio degli altri, se n’è andata. Nel giorno di primavera. Il 21 marzo, come le anime belle. I petali accarezzati dal vento. La rinascita dopo l’inverno.

L’ultima carezza con il suo padrone. La brezza delicata sul muso: «Ti ho salutata tenendoti la zampa. Accarezzando quel tuo musino bellissimo, ricoprendoti di baci fino a che non ti sei spenta – racconta Luigi Fontanelli, conduttore ed esperto capo squadra dei vigili del fuoco rivolgendosi direttamente alla sua amica a quattro zampe -. Ti ho baciata tanto perché avresti fatto lo stesso con me. Addio Kira. Mi hai insegnato tantissimo, ne farò tesoro finché vivrò». Però Luigi non vuole un epitaffio da “eroe” per Kira. «Facciamo solo il lavoro più duro e bello al mondo – racconta Luigi -. E per Kira, che a 11 anni chiamavo la mia “vecchietta”, quello di salvare vite era un gioco».

Il pastore tedesco viene regalato a Fontanelli nel 2007. Quando le unità cinofile di Pisa e Livorno sono appena nate. Presto ne diventerà una delle punte di diamante. «Mi è stata donata quando aveva un mese. Da poco ero stato a Pisa per un master universitario proprio in educazione cinofila – spiega Fontanelli -. Michele Lazzerini, un collega che era in servizio a Pisa e ora è a Livorno, mi guidò nell’addestramento».

A tre mesi Kira è già in grado di eseguire alcuni ordini semplici. Poi viene abilitata per la ricerca persone in superficie e sotto le macerie dopo aver superato l’abilitazione alla Scuola Nazionale Cinofila dei vigili del fuoco di Volpiano, in provincia di Torino. «Abbiamo lavorato insieme in luoghi di sofferenza e dolore in tutta Italia e vederla all’opera mi riempiva sempre di orgoglio – racconta il padrone di Kira -. Durante un intervento in un capannone crollato dopo il sisma in Emilia stavamo camminando su una lamiera quando l’ho vista sparire in un buco. Ho perso due anni di vita in due secondi, pensavo di averla persa per sempre. Infatti mi sono gettato in quella voragine senza pensarci un attimo. Me la sono andata a riprendere. Era traumatizzata ma salva».

Kira, però, non si farà fermare da quel brutto spavento. Anche se per Luigi è semplicemente parte della sua famiglia. «Ho tanti ricordi di vita quotidiana, come il suo russare così forte da farmela sentire anche quando dormiva in un’altra stanza con la sua “sorella” Aurora, pastore tedesco come lei che ha 8 anni. Kira, poi, era una chiacchierona. In particolare quando voleva le coccole: aveva un modo di mugolare inconfondibile. Ma quando eravamo in servizio il suo modo di abbaiare, tipico del periodo dell’addestramento, era sicuro e squillante».

A Viareggio Kira non è riuscita a salvare nessuno. Ma anche nel riconoscimento dei resti delle vittime il contributo delle unità cinofile come lei è risultato fondamentale. «Oltre che per l’eccellente servizio svolto nell’attività di soccorso, Kira negli anni ha dimostrato la capacità di regalare momenti di gioia e di gioco a centinaia di bambini, come durante la “Festa della Befana”, organizzata dal comando in piazza del Campo a Siena – racconta ancora Fontanelli -. Kira aveva un carattere forte, dominante ed era molto gelosa di me ma era diventata parte della mia famiglia».

Una delle foto che fanno più emozionare il suo padrone è, infatti, quella dove Kira ha in groppa Mia. La nipotina di Luigi Fontanelli. Il suo sguardo dolce è rivolto al suo padrone. Forse lo stesso che gli ha rivolto poco prima di morire. Mentre Luigi la accarezzava.
 

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