Lutto
Via i cestini dalla costa per salvare un uccello: "Così rifiuti ovunque"
Il sindaco protesta: "Qui migliaia di visitatori, soluzione estrema". Ma i mezzi meccanici che puliscono danneggiano l’ecosistema
ORBETELLO. Due estremi simbolo, da un lato la vocazione turistica della Feniglia, sei chilometri di costa incantata e turistica tra il monte Argentario e la Maremma, tombolo a sud della laguna di Orbetello. Dall’altro la natura fragile del Fratino, l’uccello che in quel litorale depone le sue protette uova. Tanti turisti significa anche molti rifiuti e mezzi meccanici in azione per ripulire. Che però rischiano di distruggere le uova, estirpare la vegetazione utile contro l’erosione della costa, impaurire le tartarughe. «Via i cestini, via i mezzi», suggeriscono Wwf e Corpo Forestale, facendo sussultare il sindaco di Orbetello Andrea Casamenti: «Siamo furiosi, la spiaggia senza cestini sarà sommersa dai rifiuti». E addio visitatori. Un dilemma all’apparenza insanabile: natura o turismo?
Feniglia, perla fra costa e Argentario, lingua di terra che collega il monte alla Maremma. Dal 2015 esiste una disposizione per la tutela di questa zona. Accorgimenti ai quali attenersi per chi si occupa della manutenzione di un territorio da salvaguardare proprio perché unico e bellissimo. Il piano d’incidenza viene presentato alla Regione che però sollecita associazioni ed enti competenti a produrre dei pareri prima di decidere per l’affidamento della pulizia.
Rispondono Wwf e Corpo forestale dei carabinieri, in maniera diversa, ma con una tesi univoca rispetto al problema della raccolta dei rifiuti tramite i cestini. In sostanza, sostengono entrambe le relazioni, i cestini vanno spostati ai due estremi della lunga spiaggia di Feniglia, con alcune postazioni mantenute nei vari accessi al mare dalla macchia verde. Una ogni chilometro circa.
Il perché lo spiega Fabio Cianchi, coordinatore oasi Wwf della Maremma: «Il problema non sono i cestini, ma i mezzi meccanici che si usano per svuotarli così come i trattori che puliscono la spiaggia. Il problema è che estirpano piante che servono a combattere l’erosione costiera, distruggono i nidi del Fratino e quelli delle tartarughe marine». Il Wwf insomma ha dato un parere chiaro in Regione: ok ai cestini, ma limitati in piccole aree, come i due ingressi alla lingua di terra, e qualcuno sulla lunga spiaggia libera. La raccolta però va fatta a mano.
«Serve buon senso e questa soluzione non ne ha», dice lapidario il sindaco di Orbetello Casamenti. «Bisogna fare i conti con un territorio che vive di turismo e dirsi le cose come stanno: qui se si tolgono i cestini in poco tempo si riempie di spazzatura, con un ritorno di immagine tremendo per tutti. Ci sono migliaia di persone ogni giorno. Per risolvere un problema se ne creerebbe uno ancora più grosso».
Ma perché non si può fare la raccolta a mano? «Costerebbe troppo per le casse del comune, rispetto all’esborso attuale. Noi siamo aperti a qualunque tipo di soluzione di tutela delle specie che non sia questa».
Il sindaco sostiene ci sia un cestino ogni 25 metri: «Eppure a fine giornata, in alta stagione, sono stracolmi. E qualcosa dobbiamo raccogliere a mano». Con questa frequenza di cestini, considerata la lunghezza della spiaggia, si tratterebbe di 240 cestini totali. «Una cifra che non convince troppo - ribatte Cianchi - ma in ogni caso qui si trattano le persone come incivili. Si fa così da altre parti, sui dodici chilometri di Capalbio dove si raccoglie a mano con l’aiuto dei volontari. Bisogna avere fiducia e magari all’inizio fare controlli».
A sostegno di questa posizione c’è anche il parere del Corpo forestale di Follonica. «Anche noi abbiamo nella nostra relazione abbiamo detto che i mezzi meccanici non devono passare sulla spiaggia per tutelare le specie e la flora», conferma il tenente colonnello Giovanni Quilghini. Casamenti comunque si dice pronto a un tavolo di conciliazione, la prossima settimana. «Invitiamo tutti i soggetti, cercando una soluzione che ci metta tutti d’accordo senza dare una mazzata al turismo e alla bellezza della spiaggia». Il Fratino, minuto, dall’alto osserva e volteggia sulle chiare acque tirreniche. Varrà la pena planare sulla pineta e lasciare le uova quest’anno?
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