Sicurezza
«Non mi deve lasciare» Sfonda la porta e la picchia
Livorno, aggredisce la ex fidanzata dopo mesi di appostamenti, telefonate Il 43enne è stato arrestato per stalking. La donna ha le costole fratturate
LIVORNO. Si è presentato in questura poco prima delle 6 di ieri mattina. Al piantone ha detto solo quattro parole: «Ho fatto un casino». Poi il silenzio. Si chiama Edoardo Bronchi, 43 anni, autista di bus di Ctt. Da oltre un’ora i carabinieri lo stavano cercando. Intorno alle quattro e mezzo, infatti, al 112 era arrivata la telefonata di una donna in lacrime, spaventata e dolorante: aveva raccontato come l’ex fidanzato, poco prima, avesse buttato giù la porta dell’appartamento dove vive con la mamma, a Montenero; danneggiato l’interno della casa; picchiato anche lei.
A suscitare l’ira del 43enne – scoprono gli investigatori – la fine della storia tra i due. «Ci siamo lasciati pochi mesi fa», ha confermato la vittima prima di essere ricoverata al pronto soccorso dove le è stata diagnosticata la frattura di alcune costole con una prognosi di 25 giorni. Così da quando è finita la relazione – è la ricostruzione degli inquirenti coordinati dalla pubblico ministero Fiorenza Marrara – nei confronti della donna, 48 anni, sono cominciate molestie quotidiane, tipiche dello stalking: telefonate, messaggi, appostamenti, richieste pressanti di incontri per chiarire.
Ma la donna non li avrebbe segnalati. «Non risultano denunce nei confronti dell’uomo», spiegano dal comando provinciale dei carabinieri che con colleghi della stazione di Montenero stanno effettuando gli accertamenti. Invece intorno alle 4 dell’altra notte l’uomo si è presentato davanti all’ingresso dell’abitazione e ha iniziato a gridare. Poi quando ha capito che la ex non gli avrebbe aperto la porta l’ha buttata giù prima di sfogare la rabbia, prima sugli oggetti e poi sulla donna.
I militari, ieri mattina, hanno impiegato ore per completare il sopralluogo nell’appartamento dov’è avvenuta l’aggressione e scattare tutte le foto che testimoniano i danneggiamenti compiuti. Inoltre – sempre ieri – i carabinieri hanno riascoltato la vittima. Poi d’accordo con la Procura, i carabinieri hanno arrestato il 43enne e lo hanno trasferito in carcere. L’accusa nei suoi confronti è quella di atti persecutori, lesioni personali, violazione di domicilio, e danneggiamento.
Dal 13 febbraio – giorno del delitto di Francesca Citi, uccisa dall’ex marito nello studio dentistico dove lavorava, a oggi, sono almeno 5 (con questo) gli episodi di violenza nei confronti delle donne nei quali è intervenuta l’autorità giudiziaria. Tre i provvedimenti del giudice che ha disposto il divieto di avvicinamento alla ex. Mentre in un’altra occasione, il quadro investigativo era talmente grave che il tribunale ha deciso per gli arresti domiciliari. Non è stato invece disposto, in nessun caso, l’uso del braccialetto elettronico anti-stalker, che non può essere utilizzato quando l’accusa è di stalking o quando c’è un divieto di avvicinamento in corso. Il Tirreno, oltre un anno fa, ha lanciato una campagna online per sbloccare l’utilizzo di questi dispositivi, collegati con le centrali operative delle forze dell’ordine e fondamentali per cercare di salvare centinaia di donne maltrattate.
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