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Monte dei Paschi, la presidente illustra il piano di riorganizzazione in Regione
Stefania Baratti ha incontrato il presidente del consiglio reginale Eugenio Giani e la vice presidente Lucia De Roberti. Al centro del confronto anche la riorganizzazione della rete degli sportelli da parte degli istituti bancari
FIRENZE. Una delegazione dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, composta dal presidente Eugenio Giani e dalla vice presidente Lucia De Robertis, ha incontrato la presidente del Monte dei Paschi a Siena, Stefania Bariatti, per esporre i contenuti delle due mozioni approvate dal consiglio nell’ultima seduta del 17 gennaio 2018.
Al centro dei due atti anche la riorganizzazione della rete degli sportelli da parte degli istituti bancari che ha interessato, in Toscana, in particolar modo le aree interne e le zone montane, dov’è in atto da tempo anche un ridimensionamento di altri servizi particolarmente importanti per la vita quotidiana delle persone. L’avvio della chiusura di alcune filiali in questi territori, in particolare filiali di Monte dei Paschi di Siena, ha comportato un diffuso allarme da parte dei cittadini e degli stessi sindaci dei Comuni interessati, che intravedono un’ulteriore perdita di competitività soprattutto per le aree maggiormente distanti dai grandi centri urbani.
“Il Consiglio regionale ha recepito e tradotto in due mozioni approvate all’unanimità dall’aula questa esigenza e in forza di quegli atti dell’assemblea regionale ho incontrato ieri i vertici del Monte dei Paschi, a cui ho rappresentato quanto deciso e votato”, così ha dichiarato il presidente del consiglio toscano Eugenio Giani. “E’ stato un incontro costruttivo grazie al quale abbiamo ricevuto rassicurazioni dai vertici della Banca senese sulla situazione in Toscana, una regione che occupa un posto centrale nelle politiche generali dell’istituto”. Anche la vice presidente De Robertis ha ribadito “l’importanza di garantire servizi di prossimità e mantenere i presidi nei territori decentrati”.
Questi alcuni numeri forniti dalla Banca nel corso dell’incontro.
Chiusura sportelli Mps in Toscana – I criteri rispettati dalla Banca confermano una distanza garantita che non superi i 5 km tra una filiale e l’altra. Sono stati chiusi gli sportelli dove sul territorio comunale c’era una doppia presenza, e comunque è stato tenuto conto della presenza sulla piazza dell’ufficio postale. E’ stato in ogni caso potenziato ovunque il servizio di home banking.
Il caso della Lunigiana – Su 8 sportelli ne sono stati chiusi 2: Bagnone e Monzone.
Sportelli Atm – Ad aprile 2016 Banca Mps in Toscana aveva una dotazione di 732 ATM di questi 112 nella funzionalità cash in cash out. A marzo 2018 (post chiusure) la dotazione è di 719 ATM di questi 207 con funzionalità cash in cash out, ovvero apparecchiature evolute in grado di realizzare le principali operazioni bancarie di sportello. Si è trattato di un investimento importante della banca, in quanto ogni allestimento di macchine di questo tipo, può richiedere un costo fino a 69-70mila euro, contro i 20mila euro di costo per l’allestimento di un normale bancomat.
Riguardo al patrimonio della Banca è stato ricordato che il piano triennale che scade nel 2021 impone di recuperare 500 milioni dall’alienazione di immobili in tutta Italia Per quanto invece riguarda l’alienazione di opere d’arte la maggior parte – 20mila unità – è vincolata e ha un valore totale in bilancio di 100 milioni di euro.
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