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Monte dei Paschi, col "nuovo ministro del Tesoro non cambia nulla"

Monte dei Paschi, col "nuovo ministro del Tesoro non cambia nulla"

Amministratore delegato Morelli rassicura sui programmi della banca di Siena. "C’è un piano tracciato che deve essere portato avanti, ha una tempistica identificata, andiamo avanti col piano. E' evidente che ci sarà un nuovo interlocutore con cui io e gli organi della banca ci confronteremo strada facendo"

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SIENA. "Dal punto di vista di una banca e dei suoi organi di gestione, il fatto che ci sia un cambio a livello di governo e ministro dell'Economia non è  una cosa che ha un impatto su ciò che dobbiamo fare". Così Marco Morelli amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena intervenendo al congresso nazionale Fabi dove ha aggiunto "c’è un piano tracciato che deve essere portato avanti, ha una tempistica identificata, andiamo avanti col piano. E' evidente che ci sarà un nuovo interlocutore con cui io e gli organi della banca ci confronteremo strada facendo".

"Ci sono azionisti e un cda, io rispondo a loro di quello che faccio. Il mio mandato è a disposizione degli azionisti, sono loro che devono decidere e valutare". E' quanto afferma l'ad di Mps Marco Morelli al congresso della Fabi a chi gli chiede delle conseguenze dei risultati elettorali e dell'affermazione di alcune forze politiche sul Monte, controllato dallo Stato (poco meno del 70% del capitale) dopo il salvataggio. "C'è un percorso chiaramente tracciato, c'è piano di 4 anni", e "paletti e controlli che vanno rispettati" ha aggiunto.

"Chi fa mio mestiere oggi non si può preoccupare chi di va al governo, chi vince le elezioni e di chi viene eletto a Siena". Così Marco Morelli amministratore delegato Mps intervenendo al congresso nazionale Fabi dove ha aggiunto "non mi preoccupo perché in un anno e tre mesi a Siena non ho mai ricevuto una chiamata".

"Il Monte si è rimesso a camminare" ma "come ho già detto ci vorrà tempo, sarà un percorso molto lento". "Credevo che la banca potesse  ripartire un anno fa e ci credo ancora oggi". Ha aggiunto ancora Morelli amministratore delegato Mps intervenendo al congresso nazionale Fabi dove ha aggiunto "in 12 mesi non ho cambiato opinione su questo tema, la mia posizione  identica a quella di un anno fa".

   Il rilancio della banca - continua Morelli - "passa attraverso il coinvolgimento di tutte le persone che lavorano al Monte e tutti insieme dobbiamo arrivare a fare certi risultati.

Se ci riusciamo o no, qualcuno lo valuterà".

   L'amministratore delegato di Mps ha poi aggiunto "sembra ci sia gente che non vede l'ora che il Monte vada male, non per comprarselo, sento e leggo qualcuno che ha l'approccio di dire: “chiaro che il Monte non ce la fa”. Ripeto, esiste un piano molto demanding dal punto di vista del commitment e su cui tutti i dipendenti del Monte cercano di essere focalizzati, quando arriverà momento di presentare i risultati racconteremo quello che abbiamo fatto", ha concluso.

E sulle aggregazioni: Il tema delle aggregazioni "non è né sul mio né sul nostro tavolo. La questione non riguarda il management della banca, ma gli azionisti, nella misura in cui questo tipo di operazioni possano creare valore sotto tutti i punti di vista per i ricavi e la valorizzazione dei dipendenti".

"Quando mi venite a parlare di pressioni commerciali, se la gente alle 4-5 del pomeriggio va a casa, la banca i risultati non li farà", ha continuato Morelli, durante il congresso nazionale Fabi aggiungendo "non pressiamo nessuno abbiamo raccontato in maniera chiara e trasparente a tutti i dipendenti gli obiettivi del piano".

   A Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi, che gli faceva notare come gli obiettivi di budget del piano per il 2018 rischino di mettere i dipendenti con le spalle al muro, Marco Morelli ha poi risposto "il budget Mps del 2018  è un obiettivo del piano di ristrutturazione 2018, non qualcosa che si inventato qualcuno, ma parte di un piano che  stato negoziato e che dobbiamo fare di tutto per raggiungere".

  Se al momento Mps sia o meno in linea con gli obiettivi del piano "lo saprà dire alla fine del 2018, al 6 marzo è  una cosa impossibile da dire. Altrimenti, diventa un tema di pressione se guardiamo al risultato ogni giorno", ha concluso Morelli.

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