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Toscana

Elezioni, ecco tre modi per votare senza errori

di Emanuele Rossi
Elezioni, ecco tre modi per votare senza errori

Domani debutta il “Rosatellum”: guida sintetica per non annullare (involontariamente) il voto  

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Ormai ci siamo, domenica 4 marzo si voterà utilizzando, per la prima volta, il Rosatellum bis. Può essere utile, vista la novità del sistema elettorale, ricordare come si potrà esprimere il proprio voto e quali attenzioni avere quando saremo nella cabina elettorale.

Video. Come si vota? Ecco la videoscheda

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LE SCHEDE

Nella scheda (una per la Camera, una per il Senato) troveremo i nomi dei candidati nel collegio uninominale e le liste che ad essi sono collegati. Ricordiamo che in ogni collegio sarà eletto il candidato che avrà ottenuto più voti (indipendentemente da quanti ne otterrà, basta un voto in più rispetto al secondo), e che insieme verranno eletti alcuni candidati delle liste, in un numero totale variabile da collegio a collegio.

TRE MODI PER VOTARE

Il voto che ciascuno esprimerà avrà effetti sia per la prima scelta che per la seconda. In sostanza, ogni elettore avrà la possibilità di votare in tre modi.

PRIMO MODO

Mettere un segno sul candidato preferito tra quelli che sono candidati nel collegio uninominale. In questo caso il voto vale ovviamente per il candidato prescelto, e verrà “trasferito” alle liste ad esso collegate, in misura proporzionale ai voti che le liste avranno ottenuto dagli elettori che hanno votato per esse.

SECONDO MODO

Mettere un segno solo su una delle liste presenti. In questo caso occorre ricordare che non si possono esprimere preferenze su uno dei nomi della lista (le liste sono “bloccate”), e che il voto dato alla lista si “trasferisce” automaticamente al candidato collegato a quella lista: in più, servirà ad attribuire i seggi del proporzionale.

TERZO MODO

Votare sia un candidato nell’uninominale che una delle liste a questi collegata. In questo caso bisogna stare attenti a votare una delle liste collegate al candidato prescelto: se si vota una lista non collegata al candidato uninominale votato, il voto è nullo (non è ammesso infatti il “voto disgiunto”).

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EFFETTI DEL VOTO

Tutte e tre queste modalità sono corrette e possibili. La seconda e le terza producono lo stesso, identico, risultato: se si vota solo una lista, infatti, il voto sarà attribuito anche al candidato uninominale ad essa collegato, indipendentemente dal fatto che si metta un segno anche su quest’ultimo.

La differenza sostanziale è, invece, tra la prima e la seconda soluzione, ma solo per i candidati che siano collegati a più liste. Se infatti un candidato è collegato a una sola lista (come nel caso di M5S o di Leu, per esempio), non vi sono differenze nemmeno in questo caso (il voto al candidato si trasferisce all’unica lista, e il voto alla lista si trasferisce al candidato uninominale). Se invece un candidato nell’uninominale è collegato a 2, 3 o 4 liste (come avviene per gli schieramenti di centrodestra e di centrosinistra), il voto dato alla lista “conta di più”, perché contribuirà a determinare anche i seggi da attribuire nel proporzionale.

IL PESO DEL VOTO ALLA LISTA

Questo è il dato oggettivo: poi si può discutere, come si è fatto anche su queste pagine, sul valore “politico” della scelta di votare solo il candidato all’uninominale. Valutazione su cui si possono avere opinioni diverse: resta il fatto, inconfutabile, che chi vota la lista decide per sé e anche per quelli che voteranno solo il candidato dell’uninominale.

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TAGLIANDO ANTI-FRODE

Un’ultima precisazione. Circola molto, specie sui social, la notizia del “tagliando antifrode” che sarà presente su ciascuna scheda e si crea molto allarmismo al riguardo. L’elettore, riguardo ad esso, non deve preoccuparsi di nulla: se ne deve occupare solo il presidente del seggio. L’elettore riceverà la scheda da votare in cui vi è questo tagliando (che serve per evitare il voto di scambio), e dopo averla votata la restituirà al presidente, il quale staccherà il tagliando e inserirà la scheda nell’urna.

Quindi si tratta di un adempimento in più richiesto al presidente, ma non riguarda in alcun modo l’elettore e la sua espressione di voto.

Video. Il bollino antifrode

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