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I laureati in coda per il posto da bidello: «Il salario prima»

I laureati in coda per il posto da bidello: «Il salario prima»

CARRARA. Il bello – se di bello si può parlare - è che la laurea non dà loro neanche un punticino. Perché se aspiri ad un posto da collaboratore scolastico, il buon vecchio bidello, non puoi contare...

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CARRARA. Il bello – se di bello si può parlare - è che la laurea non dà loro neanche un punticino. Perché se aspiri ad un posto da collaboratore scolastico, il buon vecchio bidello, non puoi contare sul massimo titolo di studio. Il requisito minimo è il diploma professionale triennale e non c’è punteggio riconosciuto alla laurea. Conta invece l’esperienza perché per ogni mese di lavoro ti viene riconosciuto mezzo punto.

Eppure quella “bocciatura” della laurea non li ha scoraggiati e in 27 si sono presentati alla sede della Cgil. Gli istituti hanno riaperto le graduatorie di terza fascia per collaboratori scolastici, assistenti amministrativi (applicati di segreteria) e tecnici, graduatorie da cui si “pescano” i supplenti. Niente contratto di ferro, a tempo indeterminato, ma almeno la possibilità di lavorare e cumulare ore di servizio. Fabrizio Rocca, segretario Cgil del settore scuola per Massa Carrara, a fine estate ha organizzato un breve corso: qualche dritta sulla compilazione della modulistica telematica e informazioni sulla gestione delle graduatorie. Si sono presentati in 80 di cui 27 con la laurea sotto braccio. Chi in giurisprudenza, chi in biologia, chi in geologia. Giovanni Mattei in agraria. Carrarino, 54 anni, collaborazioni universitarie in viticoltura, studioso del dna della vite, premiato dalla manifestazione enologica “Spino fiorito”, lavoro part time da operaio, ha deciso di tentare la scuola: «Ho insegnato biologia e l’insegnamento è il mio sogno, ma ho famiglia e l’importante è il lavoro. Ho presentato domanda per tutti i profili Ata (i bidelli, appunto (ndr)». E non è – assicura la Cgil – un caso isolato. Tanto meno in una provincia, quella apuana, in cui la crisi ha messo ko il già provato tessuto produttivo.

Chiara Sillicani

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