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«Veniamo a casa sua» La legge anti-disturbo non ferma i call center

di Ilaria Bonuccelli
«Veniamo a casa sua» La legge anti-disturbo non ferma i call center

Telemarketing, senza il regolamento continuano le chiamate L’allarme di Enel, Vodafone ai clienti: «Attenti, non siamo noi»  

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LIVORNO. «Come dice? Pollo?». «No. Gallo. Cantagallo. Il mio fornitore di energia è Cantagallo». Un’invenzione. La difesa contro la truffa. Telefonica. La promessa è la stessa da parte di molti call center: il risparmio. Gli inganni sono diversi. Il mezzo, invece, non cambia: il telemarketing aggressivo. Malgrado la legge approvata il 22 dicembre 2017 contro le telefonate moleste. La campagna de Il Tirreno centra l’obiettivo, ma i call center non si rassegnano. E approfittano dell’assenza del regolamento di attuazione della legge per continuare a colpire i consumatori.

DIVIETI “SOSPESI”

Lo Stato ha tempo fino a maggio per far scattare i divieti assoluti contro le chiamate commerciali moleste. Per riformare il Registro delle Opposizioni secondo quanto richiesto anche da Il Tirreno: niente telefonate commerciali a cellulari o numeri fissi senza consenso espresso dell’abbonato. Divieto di chiamare chiunque sia iscritto al Registro delle Opposizioni, con effetto retroattivo: l’iscrizione, infatti, cancella anche eventuali autorizzazioni pregresse all’utilizzo dei numeri a scopi commerciali. Insomma, si ricomincia da zero con i consensi, salvo per i contratti in essere di luce, acqua, gas e telefono. Ma il nuovo regime scatta, appunto, solo con l’emanazione del nuovo regolamento.

L’ALLARME DI VODAFONE

In assenza, continuano i tentativi di truffa. Tanto che perfino Vodafone in questi giorni sta mandando un’allerta ai propri clienti. Via sms li mette sull’avviso: «Gentile cliente, abbiamo ricevuto segnalazioni di comportamenti illeciti a danno di Vodafone e della sua clientela. Ti informiamo che potresti essere contattato da soggetti che si qualificano come dipendenti Vodafone, comunicando un aumento del prezzo della tua offerta e richiedendo i tuoi dati personali. Ti invitiamo ad ignorare queste richieste».

VENIAMO A CASA SUA

Ma non tutti i clienti possono essere così accorti. Soprattutto se chi chiama è in possesso dei tuoi dati. Succede qualche giorno fa. Un call center chiama da un numero di Pistoia: 0573 1798302. Inutile provare a ricontattarlo: risulta sempre occupato. Questo non sarà possibile una volta in vigore la nuova legge: i call center che non accetteranno di essere identificati da un prefisso, dovranno dotarsi di un numero “richiamabile”, per consentire all’abbonato di evitare la conversazione. In Germania già funziona così. In Italia non ancora. Perciò parte la conversazione. «Buongiorno, domani un nostro addetto si trova dalle parti di casa sua, in via.... Può passare a mostrarle le nuove tariffe, per conto di Enel». Ma Enel ha cessato le chiamate commerciali a giugno 2017. Certo contatta i propri clienti. Ma direttamente.

CONSORZIO GESTIONE ITALIA

Qui, invece, il call center si spaccia per il Consorzio Gestione Italia. Il centralinista non ha il numero operatore, dice, ma dichiara il proprio nome (fasullo): Lorenzo Bianchi. Quanto meno parla italiano. Con accento toscano. Questo dovrebbe rassicurare. Almeno fino a quando inizia a declinare l’indirizzo della cliente e altri dati. «Domani il nostro consulente può passare da casa sua per farle una panoramica delle offerte e valutare secondo le sue preferenze se andare a bloccare la tariffa fissa per 12, 24, 36 mesi chiaramente il tutto a sua discrezione».

FINTI COLLABORATORI ENEL

Piano, piano. Una domanda: come fa il consorzio ad avere i dati dell’abbonata? La risposta è immediata. «Noi siamo il Consorzio gestione Italia. Nel gestire il contratto di passaggio a Enel due anni fa, i suoi dati sono diventati anche nostri. Noi, infatti, siano un’agenzia che si occupa con Enel e anche con altri fornitori di pratiche di passaggio, abbiamo un incarico per un servizio di consulenza. Per questo abbiamo i suoi dati». La cliente si oppone. «Non è vero. Non mi torna». E allora Lorenzo Bianchi replica piccato: «No? Lo chieda a Enel». Ed Enel nega: «Non siamo noi. Non abbiamo alcun contratto con questo consorzio. Non sappiamo chi siano. Neppure il numero che usano non è nella nostra disponibilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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