Sicurezza
Elezioni, occhio agli errori nel votare: guida alle regole per le urne - Video
Il ministero comunica le istruzioni: con la nuova legge elettorale potrebbero aumentare gli errori. Impossibile il voto disgiunto
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VIDEO. La legge elettorale spiegata degli esperti
LIVORNO. Una croce, un voto? Non proprio. Perché votare il 4 marzo sarà un gioco da ragazzi, ma potrebbe essere altrettanto facile sbagliare e annullare la scheda. Il nuovo sistema elettorale, infatti, prevede modalità di voto diverse da quelle a cui gli italiani sono abituati. Intanto perché non c’è una unica opzione, ma fra quelle contemplate non esiste più quella del voto disgiunto. Il Rosatellum è la fusione fra sistema maggioritario, espresso dai collegi uninominali, e sistema proporzionale, rappresentato con i listini plurinominali. L’incrocio di queste due “galassie” potrebbe indurre in errore. Perché se è vero che sulla scheda si potrà esprimere anche una doppia preferenza, bisognerà fare attenzione a dove e come disegnare la croce. Ma andiamo con ordine. Intanto quante schede dovrete portare in cabina?
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DUE SCHEDE
Due le schede che saranno consegnate ai cittadini che si recheranno alle urne per le elezioni politiche: una di colore giallo per il Senato (per gli elettori che hanno compiuto 25 anni), l’altra rosa per la Camera per tutti i maggiorenni. La nuova legge elettorale si basa su un sistema misto: per un terzo maggioritario, per due terzi proporzionale.
COME È FATTA LA SCHEDA
Le schede elettorali riflettono questo sistema. Contengono il nome del candidato nel collegio uninominale nel rettangolo posto sopra ogni lista o più liste se il candidato è il rappresentante di una coalizione. Nella stessa scheda, nella parte sottostante - dedicata ai colleghi plurinominali - sono riportati il simbolo del partito e della lista o i simboli dei partiti appartenenti ad una coalizione di liste collegate al candidato del collegio uninominale. Nei collegi plurinominali, accanto ai simboli, sono riportati i candidati dei listini proporzionali, che al massimo possono avere quattro nomi. In Toscana verranno eletti 38 deputati, 14 assegnati nei collegi uninominali e 24 seggi nei quattro collegi plurinominali proporzionali. Il numero totale dei seggi assegnati per il Senato è 18, 7 assegnati negli uninominali e 11 nei due collegi plurinominali.
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OCCHIO AGLI ERRORI
Saranno più frequenti che in passato; è molto alto il rischio di annullare la scheda. Secondo un Manuale di istruzioni diffuso dal ministero dell’Interno, la scheda è nulla in questi casi.
1) È nulla la scheda «se l’elettore traccia segni di voto sul contrassegno di più liste anche se collegate tra loro». In sostanza è invalidato il voto di chi barrasse il nome del candidato sull’uninominale e due partiti della coalizione collegata, sebbene sia chiara l’intenzione di voto e la preferenza (vedi la seconda scheda dei voti nulli nella pagina a fianco).
2) Ma l’errore più diffuso riguarderà il voto disgiunto, un’abitudine per gli elettori nelle elezioni comunali e regionali, ma non prevista in queste elezioni. Chi vota il candidato uninominale può scegliere di barrare anche il simbolo (uno solo) di un partito collegato, ma non può sceglierne un altro che appoggia un candidato diverso (il primo esempio dei nulli).
3) Impossibile anche crocettare il nome del candidato nella parte uninominale e poi, come rafforzativo, tracciare una grossa croce che abbracci i listini di tutta la coalizione (3° esempio).
4) Sarà considerata nulla la scheda che riporti un segno, magari lasciato a causa di una sovrapposizione delle schede, a cavallo fra due candidati uninominali di liste diverse (4° esempio).
IL VOTO VALIDO
1 - A proposito di preferenze, l’elettore che dovesse indicarne una in un listino proporzionale, per esempio sottolineando il nome preferito, non sarà punito con l’annullamento: quel segno è considerato rafforzativo del voto, purché ovviamente ci sia coerenza tra listino proporzionale e candidato all’uninominale. E non è nulla la croce sul simbolo rafforzata da un’altra croce sul listino a fianco (quarto esempio).
2 - Valido il voto di chi traccia la croce solo sul candidato uninominale oppure sul candidato e su un simbolo di una lista collegata (esempi uno e tre).
3 - «Ma se c’è un voto senza rischi, è quello dato unicamente al simbolo», sottolineano il costituzionalista Emanuele Rossi, docente alla Scuola Sant’Anna di Pisa, e Antonio Floridia, responsabile dell’Osservatorio elettorale della Regione (esempio due).
I DUBBI IRRISOLTI
Le istruzioni del Viminale non sciolgono tutti i dubbi. Ci sono casi limite su cui regna ancora l’incertezza. O meglio, che le 240 pagine non chiariscono. Tipo: difficile considerare come ambiguo il voto di chi dovesse barrare tutti e quattro i partiti di una coalizione. O almeno non lo è più di chi non barra alcun simbolo e si affida soltanto alla preferenza sull’uninominale. Dunque la scheda potrebbe essere considerata valida in nome del principio della volontà dell’elettore. In bilico anche per i segni non chiari o poco definiti sulla scheda, o a causa di una incertezza dell’elettore o per via di una sovrapposizione delle schede.
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