La manifestazione
La truffa è online ecco la lista nera delle assicurazioni
Sono 91 i siti fasulli individuati dall’Istituto di Vigilanza Casi scoperti dal Targa System. E c’è chi torna in agenzia
PRATO. Prego, favorisca patente e libretto. E certificato di assicurazione, visto che ci siamo. Quante volte, mentre siamo al volante, capita di essere fermati da un agente che invita a esibire questi documenti? È bene sapere che potremmo esibire un contrassegno di polizza Rc auto falsa, se l’assicurazione è stata sottoscritta su un sito fasullo. E per di più, a nostra insaputa. Peggio ancora sarebbe scoprirlo com’è successo negli ultimi giorni a Montemurlo, in provincia di Prato, dove un automobilista era stato “pizzicato” dal Targa System, l’apparecchiatura che ha in dotazione la polizia municipale, per scovare i veicoli senza copertura. Solo che lo sfortunato automobilista era convinto di essere in regola con l’assicurazione, recandosi successivamente al comando dei vigili per esibire il suo certificato.
In realtà, l'uomo aveva stipulato una polizza su un sito fasullo. Si chiama truffa. E corre sul filo della rete. Decine di siti “fuorilegge”, trappole per chi vuole risparmiare qualche centinaio di euro, Rc auto on line da selezionare con molta attenzione, per evitare di essere beffati due volte: la prima per aver bruciato diversi soldini in contratti con sedicenti compagnie, la seconda per aver rischiato la multa o il sequestro del proprio veicolo. L’Ivass, Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, aggiorna periodicamente sul proprio sito (www.ivass.it) gli elenchi delle imprese non abilitate o non autorizzate (95) e dei siti web di intermediazione assicurativa irregolari (91).
Una vera e propria “black list” da consultare al primo sospetto di truffa. Sempre l’Ivass, che mette a disposizione un contact center per le segnalazioni (800 48661), può accertare l’irregolarità di questi siti di intermediazione chiedendone l’oscuramento alle autorità competenti. Pochi però forse conoscono ancora questo ente che, nel 2017, ha ricevuto dalla Toscana solamente cinque «segnalazioni per abusivismo». Ma nel 2018 sono già fioccate due segnalazioni sempre dalla nostra regione. Un campanello d’allarme deve suonare quando il sito web dell’assicurazione che a prima vista ci convince per l’offerta più vantaggiosa, non riporta i dati anagrafici dell’intermediario, l’indirizzo della sede, recapiti telefonici e di posta elettronica.
Un altro indizio è quando si chiede di versare un bonifico su una carta prepagata. Nel caso di un 29enne pratese che si è rivolto al Tirreno per raccontare com’è stato truffato da un’inesistente assicurazione on line (“Direct Assicurazioni”) con tanto di denuncia ai Carabinieri, ad esempio, il numero di telefono fisso indicato sul sito risultava perennemente staccato. Quando però dal giornale abbiamo provato a contattare il sedicente broker che compare sul sito (www.assicurazionidirect.it) e risponde al nome e cognome di un tale Roberto Gasperoni, abbiamo avuto a che fare con la voce ferma di un apparente professionista. «Scusi, ma è seria la compagnia? Sa, con quello che si sente in giro…», gli abbiamo chiesto. La risposta dall’altra parte della cornetta è che sì, la compagnia è seria. «D’altro canto – dice tale Gasperoni – se abbiamo un sito internet». Ma c’è sito e sito.
Direct Line, Genertel e Genialloyd, ad esempio, sono dei veri e propri colossi nel settore delle polizze on line. A Prato, una delle piazze più care d’Italia nel settore delle Rc auto, il mercato delle assicurazioni virtuali tira (circa il 35%). «Ma stiamo assistendo a un’inversione di tendenza con il ritorno dei clienti in agenzia per avere più garanzie e servizi: una di queste è la rinuncia alla rivalsa in caso di guida non conforme e stato di ebbrezza», spiega Cristina Vignolini, da 25 anni rappresentante procuratore di Generali Italia a Prato. Meglio il mondo reale, anche nel settore delle assicurazioni.
Maria Lardara
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