Sicurezza
Precipita dal ponteggio, muore a 39 anni
Pisa, operaio di un’azienda appaltatrice cade da 14 metri: stava saldando di notte in un cantiere navale. Lascia un figlio di 8 anni
PISA. Un urlo. Solo quello hanno sentito i compagni di lavoro più vicini prima di vedere il corpo steso a terra in una posizione innaturale. Un volo da un’altezza di almeno 14 metri ha aumentato l’elenco delle morti bianche e reso orfano un bimbo di otto anni e vedova la sua mamma.
Alessandro Colombini, 39 anni, di Cascina, saldatore della ditta Mp Metal, è l’ultima vittima sul lavoro. È successo alle 2,30 nel giorno di San Valentino nel cantiere navale della Seven Stars ai Navicelli nella darsena pisana. Era notte, ma i ritmi dei terzisti nell’indotto nautico non scelgono orari e giorni di riposo.
L’INCIDENTE
Il luogo di lavoro si è trasformato in un lutto quando Colombini, esperto saldatore, si trovava su un ponteggio montato da altri. Era impegnato con altre maestranze su uno yacht sottoposto a un refitting. Nel gergo nautico significa restaurare e tirare a lucido l’imbarcazione in vista dell’estate. Non era solo Colombini. Con lui c’erano i colleghi della Mp Metal e i verniciatori. Stando alle prime ricostruzioni, affidate dalla Procura all’unità operativa della Medicina del lavoro dell’Asl Toscana Nord Ovest, il padre di famiglia si trovava nel ponteggio più alto. L’orario non deve meravigliare. Nel settore è normale chiedere e ottenere impegni notturni in occasione di picchi di produttività per rispettare le scadenze della committenza. Sono le 2,30 circa quando Colombini mette un piede in fallo. Perde l’equilibrio, tenta di aggrapparsi alle impalcature, ma scivola senza alcun appiglio. Le testimonianze di chi ha assistito alla scena forniscono una prima versione che dovrà trovare riscontro nell’informativa degli ispettori Asl.
IL TELO SUL PONTEGGIO
C’era chi saldava e chi verniciava. E per non imbrattare le tavole delle impalcature erano stati stesi dei teli di nylon. Un’imbracatura utile a raccogliere gli schizzi delle tinte, ma capace anche di occultare i piani su cui appoggiare i piedi. L’ipotesi è che Colombini nello spostarsi sul ponteggio, pur con la cautela che la situazione imponeva, abbia messo il piede nel tratto di impalcatura in cui non c’era la tavola. Non lo poteva sapere, né vedere. Il nylon si è trasformato in un trabocchetto che lo ha inghiottito nel vuoto.
LE INDAGINI
Ispettori Asl e polizia sono arrivati nella notte con il magistrato di turno, Miriam Pamela Romano. Il personale delle ambulanze della Misericordia e della Pubblica Assistenza di Pisa hanno provato a rianimare il saldatore. Inutilmente. La Procura ha sequestrato solo la porzione del ponteggio interessata alla caduta mortale. «Oggi pomeriggio (ieri, ndr) il cantiere ha chiuso per mezza giornata di lutto come forma di rispetto per la famiglia - spiegano dalla direzione del cantiere –. Domani (oggi, ndr) sarà regolarmente aperto». Gli inquirenti devono ricostruire la dinamica della caduta e mettere in luce chi doveva fare cosa. A partire dall’installazione dell’impalcatura realizzata da altri e non da Colombini o dalla sua ditta. Chi ha messo i teli che hanno ostruito la vista della falla tra le tavole. E, soprattutto, chi in quel contesto in cui gli operai di ditte esterne proliferano si assume l’onere della gestione della sicurezza. La salma è a medicina legale e stamani il magistrato deciderà se disporre l’autopsia.
CHI ERA LA VITTIMA
L’immagine di un uomo che si divide tra famiglia e lavoro è un’istantanea nitida per raccontare chi era Colombini. Sposato con Donatella Alboretti, di Livorno, un figlio di 8 anni, il saldatore era molto legato anche ai genitori Dino e Diva Baroni.
IL PRECEDENTE
Il lutto di ieri riapre una vecchia ferita per la Seven Stars. Nell’aprile 2015 un altro artigiano perse la vita dopo un’agonia di sei giorni dovuta a una caduta da una barca che aveva appena pulito. Si chiamava Giuseppe Ferrandes, 56 anni, di Viareggio. È ancora in discussione davanti al gup la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo nei confronti di Davide Mugnaini, di Viareggio, amministratore unico della "Seven Stars", e Roberto Guarducci, incaricato del controllo e coordinamento delle gestione delle commesse.
LE RISORSE
Il presidente della Regione Enrico Rossi «nell'esprimere le condoglianze alla famiglia ribadisce che è inaccettabile morire di lavoro, sul lavoro e che la Regione ha messo in campo risorse ingenti sulla sicurezza». I consiglieri regionali del Pd, Antonio Mazzeo, Alessandra Nardini e Andrea Pieroni, affermano che «per questa sacrosanta battaglia la Regione ha stanziato 8 milioni dal 2017 al 2020 per incrementare la sicurezza dei lavoratori ma occorre che tutti facciano la propria parte».
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