Gioco
Sanità, la Regione vara 45 milioni di tagli
Ma Rossi va alla Consulta: «Il vincolo di spesa sul personale è un po’ stupido, ma dovremo applicarlo». I sindacati sul piede di guerra: «Sarebbe un disastro per la Toscana»
FIRENZE. La Regione chiede altri sacrifici, soprattutto sul fronte del personale, per chiudere anche quest’anno il bilancio della sanità in pareggio. L’assessorato lo spiega alle aziende sanitarie in un incontro venerdì 9 febbraio. È una delle prime giornate di incontri del nuovo capo del dipartimento Monica Calamai e di tutti i dirigenti che l’hanno seguita da Careggi in Regione. Ecco le indicazioni sui tagli. La Asl Toscana Nord ovest deve risparmiare intorno a 10 milioni sui dipendenti, la Toscana Sud est altrettanto. La Asl Toscana Centro deve tagliare 12 milioni. Per le aziende universitarie: Pisa riduca la spesa di 4 milioni, Careggi 6 e Siena 5. In tutto la riduzione della spesa sul personale deve raggiungere quota 45 milioni. Sono le regole imposte da una legge del 2006: dice che la spesa per i dipendenti dei sistemi sanitari deve essere uguale a quella del 2004 ridotta dell’1,4%. Ma le cifre indicate dall’assessorato non sono fisse e le aziende non prendono impegni formali. L’assessorato mostra quali sono gli obiettivi e le stime di riduzione per le singole realtà e poi dà i tempi per rivalutare i dati e presentare le proposte.
I sindacati contro la Regione. Ma i tagli alla spesa del personale sono materia incandescente e lo scontro con i sindacati è inevitabile. «Sarebbe una misura di una gravità assoluta, sarebbe inaccettabile. Il 5 febbraio – dice la segretaria regionale di Fp Cgil Alice D’Ercole – abbiamo firmato un accordo col presidente Rossi nel quale la Regione si impegna a non tagliare sul personale in modo lineare e ad attivare la concertazione sull’organizzazione del lavoro. Solo poco tempo dopo ci troviamo davanti a notizie in cui si parla di indicazioni già date alle aziende di tagli lineari. Non è giusto e non è serio». Rincara la dose l’intersindacale media Anaao Assomed: «Dalla giunta l’ennesima direttiva che si abbatte inaspettata su un sistema sanitario senza pace». Poi la Regione prova a spiegare. L’assessora alla sanità Stefania Saccardi e il presidente della Regione Enrico Rossi convocano una conferenza stampa. La Saccardi spiega: «La giunta non ha mai deliberato sui 45 milioni di riduzione della spesa sul personale. È stato solo un atto ricognitivo interno». Ma il presidente della Regione puntualizza: «Le leggi vanno rispettate. Da qui al 2020, la Toscana deve risparmiare 45 milioni. Se non riesce a raggiungerlo, rischia di essere penalizzata per 66 milioni per ogni annualità. E nell’accordo col sindacato una cosa mi sembrava chiara. L’intesa funziona fatti salvi i vincoli di spesa sul personale. Ma il trend dei pensionamenti permetterà l’assunzione del personale».
Il ricorso alla consulta. Lunedì prossimo la Regione farà ricorso alla Corte Costituzionale. Il vincolo della riduzione annuale della spesa per i dipendenti della sanità, creato in modo da arrivare nel 2020 a una riduzione dell’1,4% di spesa rispetto al livello del 2004, «è un vincolo che ci sembra un po’ stupido – dice Rossi –, non fissa un obiettivo di spese generali, ma di riduzione sulla spesa del personale: se riusciamo lo stesso a mantenere i livelli essenziali di assistenza e tenere in pari il bilancio, non capisco perché non si debba essere liberi di decidere su altri capitoli come la riorganizzazione della struttura sanitaria o le spese di magazzino. Il ragionamento di Rossi passa sotto la lente d’ingrandimento della segretaria regionale di Fp Cgil Alice D’Ercole: «Ben venga il ricorso alla Consulta, ma se il tetto di spesa sul personale c’era dal 2006 perché la Regione se n’è accorta ora e parla di 45 milioni di tagli al personale? E ancora. Che fine ha fatto la riforma sanitaria di Rossi e Saccardi? Noi chiediamo di ragionare coi dati alla mano, ma è evidente che ci vuole un tavolo per decidere le assunzioni in sanità. Oss, infermieri e tecnici sono già stati ridotti all’osso. Il taglio da 45 milioni sarebbe un disastro per la sanità toscana. Chiudono i reparti. Noi – chiude D’Ercole – rimaniamo a quanto concordato con il presidente della Regione all’incontro del 5 febbraio scorso. Andiamo avanti con quell’accordo».
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