Sicurezza
Chiama il 118 Soccorso dall’uomo che aveva rapinato
FIRENZE. Ha chiamato l’ambulanza dicendo di essere stato picchiato, e alla fine è stato denunciato lui per rapina. Protagonista della singolare vicenda, avvenuta a Firenze nella notte tra martedì e...
FIRENZE. Ha chiamato l’ambulanza dicendo di essere stato picchiato, e alla fine è stato denunciato lui per rapina. Protagonista della singolare vicenda, avvenuta a Firenze nella notte tra martedì e mercoledì scorsi, un ventinovenne romeno. A tradirlo è stata un’improbabile, e dal suo punto di vista sicuramente molto sfortunata, coincidenza. Uno dei soccorritori lo ha riconosciuto come uno dei due malviventi che lo avevano rapinato lo scorso ottobre, potandogli via soldi e smartphone sotto la minaccia delle botte. Così per il romeno è scattata una denuncia per rapina. La sua sfortunata nottata era cominciata intorno alle 3, con una chiamata al 113. L’uomo ha contattato la centrale della questura dicendo di essere stato aggredito, ma poi non ha detto agli agenti al telefono né dov’era né chi era, e per di più ha rifiutato l’invio di un’ambulanza. Alle 4, 30 però la polizia è stata chiamata di nuovo, questa volta da personale del 118, che ha chiesto l’intervento di una volante poiché stava soccorrendo un uomo che diceva di essere stato picchiato. Il ventinovenne, che aveva bevuto molto e per questo non era in grado di riferire in modo chiaro cosa gli fosse accaduto. Di ferite non ne aveva, ma in via precauzionale si è deciso di portarlo al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi per accertamenti. È stato proprio durate il breve percorso in ambulanza verso l’ospedale che il soccorritore, un uomo di 58 anni, lo ha riconosciuto. «Quest’uomo è uno dei due che mi hanno rapinato a ottobre» ha detto alla polizia non appena arrivati in ospedale. Così per il ventinovenne, riconosciuto dalla vittima della rapina, è stata la denuncia. Secondo il racconto del cinquantottenne, lo scorso ottobre il romeno e un complice entrarono di forza nella sua auto, minacciando di fargli del male si fecero dare il suo cellulare e i soldi che aveva.
Matteo Leoni
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