Il dolore
Ecco 90 euro al mese per le rette dell’asilo
In Toscana il “sostegno” interessa oltre 22mila bimbi. Vale per scuole pubbliche e private, senza limiti di reddito
LIVORNO. Nido più “leggero” per le famiglie anche in Toscana. Da lunedì 29 gennaio i genitori di oltre 22mila bambini iscritti ai nidi pubblici e privati possono già presentare all’Inps domanda per ottenere il bonus sulla retta. Un rimborso in 11 mensilità da massimo 90,91 euro per un totale di 1.000 euro.
IL BONUS
È un beneficio indipendente dal reddito: vale per tutte le famiglie. L’anno scorso lo Stato ha stanziato 144 milioni per questa misura; nel 2018, ci sono 250 milioni. Il fondo servirà sia per le rette, sia per l’assistenza domiciliare di bimbi che non possono frequentare i nidi.
NIDI
Viene erogato con cadenza mensile come contributo per la rata mensile di nidi pubblici o privati. L’importo massimo è di 90,91 euro e viene liquidato «dietro presentazione di fattura per ogni mensilità pagata». Se la rata mensile del nido è inferiore a 90 euro, il rimborso avrà un importo più basso. Sono escluse dal rimborso le spese sostenute per «servizi educativi integrativi al nido, come ludoteche, giocherie, pre-scuola», anche se pubblici.
ASSISTENZA DOMICILIARE
È previsto un contributo di 1.000 euro per bambini di età inferiore a 3 anni «affetti da gravi patologie croniche». Questo «supporto presso la propria abitazione» - precisa Inps - è erogata dietro presentazione «di un attestato rilasciato dal pediatra che confermi (per il 2018) “l’impossibilità per il bambino di frequentare il nido a causa di una grave patologia cronica”».
CHI HA DIRITTO
Il bonus è pensato per le famiglie con bambini nati o adottati dal 1° gennaio 2016. Hanno diritto genitori italiani, genitori dell’Unione Europea e i genitori extracomunitari in regola con i permessi di soggiorno, oltre a chi è in Italia come «rifugiato politico o per protezione sussidiaria» e ha figli in età da nido.
PRESENTARE LA DOMANDA
La domanda si può presentare all’Inps ogni giorno entro il 31 dicembre 2018. Si deve presentare in via telematica. Ci si può collegare direttamente al sito dell’Inps o rivolgere a un patronato per la pratica. Si può chiamare anche il centro di assistenza Inps: telefonata gratuita 803164 da rete fissa; 06 164164 a pagamento da cellulare. L’operatore guiderà il genitore nella compilazione della pratica, ma la domanda, poi, dovrà essere presentata via web, a differenza del 2017.
NUMERO DOMANDE
La domanda può essere presentata per più figli: per ciascun figlio, però, deve essere inoltrata una richiesta diversa.
ACCETTAZIONE DOMANDE
Le domande verranno accettate (se complete) in base all’ordine cronologico di presentazione all’Inps. A esaurimento del plafond di 250 milioni Inps non accetterà più richieste di bonus.
DOCUMENTI NECESSARI
Per la domanda sono necessari, fra l’altro, il codice fiscale del genitore che avanza la richiesta; il codice fiscale del figlio iscritto al nido; la «documentazione che dimostra il pagamento della retta relativa al primo mese di frequenza del nido». Se il nido pubblico prevede «pagamento posticipato delle rette, serve almeno l’iscrizione o almeno l’inserimento in graduatoria dei bimbo». Se l’asilo è privato serve «la denominazione e la partita Iva del nido e il numero di autorizzazione all’attività».
MENSILITÀ
Nella domanda si devono indicare i mesi per i quali si chiedono i bonus: così Inps accantona i fondi. Per ulteriori bonus bisogna presentare una nuova richiesta.
FATTURE
Per ottenere il rimborso , «le ricevute delle rette (successive alla prima) dovranno essere allegate alla domanda entro la fine del mese di riferimento - scrive Inps - e, comunque, non oltre il 31 gennaio 2019. Per i nidi pubblici che prevedano il pagamento con bollettini trimestrali, la documentazione di spesa dovrà essere allegata entro il 1° aprile 2019».
IL PIN DISPOSITIVO: ECCO COME AVERLO
Serve il Pin. Non uno qualunque: il “Pin dispositivo”, il codice segreto che consente di accedere ai servizi on line dell’Inps e di presentare (attraverso il sito dell’Istituto) anche domande di sostegno al reddito. Come quella per il bonus nido. Senza il Pin, dunque, niente beneficio.
PIN
Chi non ce l’ha deve procurarselo prima di presentare domanda per il bonus. Lo può richiedere sul sito dell’Inps (procedura più lunga) o a uno sportello Inps sul territorio (rilascio immediato). Con questo codice - ma attenzione che sia “Pin dispositivo” - si presenta la richiesta.
NIENTE CUMULI
Il bonus nidi - precisa Inps - è alternativo al “bonus infanzia” che viene erogato alle sole madri lavoratrici come contributo per il pagamento della baby sitter.
Il bonus non può essere cumulato neppure con agevolazioni concesse dai Comuni. Per garantire che i genitori non godano due volte dello stesso beneficio per l’asilo, nella domanda di richiesta del bonus nidi Inps chiede di autocertificare «che la famiglia non usufruisce di altri benefici di finanza pubblica».
NIENTE DETRAZIONE
Chi accede al bonus nidi non può detrarre le spese per la retta dell’asilo dalla dichiarazione dei redditi.
LIQUIDAZIONE
Per riscuotere il bonus, il genitore deve indicare la modalità di pagamento nella domanda di accesso al beneficio: bonifico domiciliato, accredito su libretto postale, carta prepagata con Iban, su conto corrente bancario o postale. In caso di accredito su conto con Iban il genitore deve presentare il modello SR163 (disponibile sul sito di Inps) che riporta le coordinate bancarie.
BONUS NEGATI E RICORSI
Molte le domande respinte anche nel 2016. Se sono incomplete Inps contatta la famiglia (anche via sms) per integrare la documentazione; se mancano i requisiti - ad esempio il nido privato non è autorizzato - il bonus è negato. È possibile presentare una “istanza di auto-tutela” all’Inps contro la domanda respinta.<QM>(i.b.)
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