Il dolore
Se la violenza non scandalizza più
Un convegno a Pisa: «Perché ne parlano solo le donne?»
PISA. Un problema attuale, senza dubbio un problema culturale. Di cui parlano solo le donne. Anche ieri, in occasione del convegno organizzato dalla Scuola Superiore Sant’Anna il “punto dolente” è stato toccato da ospiti e relatrici, a partire da Erica Palmerini, docente di diritto privato all’Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo). Palmerini ha presieduto il dibattito promosso da due docenti dell’Istituto Dirpolis, Anna Loretoni e Gaetana Morgante. Loretoni, che alla Scuola insegna filosofia politica, ha da subito sottolineato la persistenza nel tempo della violenza di genere, divenuta pratica metabolizzata dalla società, specchio di un problema culturale. «La violenza maschile non è mai solo la violenza del singolo caso, ma sintomo della complessiva dinamica delle relazioni tra i generi – ha detto Loretoni – Assistiamo alla sistematica riduzione della donna alla sua desiderabilità in senso sessuale. Un immaginario costruito secondo un modello prostituzionale, dove il concetto di patriarcato appare tutt’altro che superato. Anzi, si afferma oggi una nuova subalternità che coesiste (e stride) con una piena titolarità dei diritti in senso giuridico». Morgante, professoressa di diritto penale, ha poi citato le motivazioni con le quali la rivista Time ha eletto “persona dell’anno” le “silence breakers”, abbastanza coraggiose da rompere il muro del silenzio che ha coperto la condotta criminosa di Harvey Weinstein e simili. Tra le preziose testimonianze, quella di Lella Paladino, presidente dell’Associazione “Dire” (Donne in rete contro la violenza) e della giornalista del Tirreno Ilaria Bonuccelli, che ha letto direttamente dalle carte processuali storie di violenze e atti persecutori nei confronti di donne che hanno spesso subito anche le conseguenze di un sistema processuale inefficiente.
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