La protesta
M5s, altra grana sulle candidature: a Siena schierato un tesserato della Lega
Leonardo Franci era anche stato candidato a Montevarchi per una lista civica di centrodestra. Secondo le nuove regole non poteva essere schierato. Il Movimento: “Aveva dato soltanto 10 euro di contributo a un amico. E per le liste civiche le norme non valgono”
SIENA. Rischia di diventare un altro “caso Veri”, Leonardo Franci, candidato a Siena per il Movimento 5 stelle. Dopo l’ammiraglio eletto come consigliere comunale in una lista in appoggio al Pd ad Ortona, in Abruzzo, e l’ex renziano arruolato per sfidare Matteo Renzi nel collegio fiorentino del Sebato, scoppia un altro pasticcio sulle candidature civiche dei pentastellati. Il 35enne annunciato come sfidante di Pier Carlo Padoan e il guru-anti euro Claudio Borghi schierato dai leghisti, si scopre che Franci in realtà è un tesserato della Lega. La conferma arriva direttamente dal Carroccio.
Franci, fondatore di Nexit, una società di consulenza attiva sul settore finanziaria, si è iscritto come sostenitore tesserato al partito di Matteo Salvini l’8 febbraio di un anno fa, sottoscrivendo la sua adesione nella sezione di Arezzo. Non solo. Il volto civico messo in campo per le truppe grilline nel 2011 candidato nella lista di centrodestra “Prima Montevarchi” a sostegno di Luciano Bucci (appoggiato anche dalla Lega Nord). In tutto prese 14 preferenze. Insomma, abbastanza per decretarne l’esclusione, almeno a stare alle nuove regole appena varate dal Movimento, secondo cui chi si candida «non dovrà aver mai partecipato a elezioni di qualsiasi livello, né aver svolto un mandato elettorale o ricoperto ruoli di amministratore e/o componente di giunta o governo, con forze politiche diverse dal MoVimento 5 Stelle a far data dal 4 ottobre 2009».
Interpellato dal Tirreno Franci ammette: «Mi dichiaro colpevole, versato 20 euro ai questuanti della Lega", dice sorridendo. "Si è trattato di un gesto di sostegno ad un amico che teneva un banchino in via Roma a Montevarchi. Io non ricordo se ho firmato qualcosa, ma sicuramente quella sottoscrizione non mi dava diritto alla partecipazione attiva al partito. Insomma, non sono un leghista. Sono felice, invece, di far parte di un movimento aperto, inclusivo, che ricerca nel Paese le migliori competenze nei vari settori della vita pubblica».
La sua candidature incompatabile con le nuove regole? Rispono dal quartiere generale M5s: «Era un riempilista e per “forze politiche” nel regolamento si fa riferimento ai partiti, non a piccole liste civiche» .
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