Il Tirreno

Toscana

Bhge, 60 assunzioni e ricadute sul territorio per 8 milioni di euro

Andrea Rocchi
L'assemblea annuale di Bhge, Nuovo Pignone
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L'assemblea annuale di Bhge, Nuovo Pignone

Ratificato l’accordo tra il Mise e la Regione con Baker Hughes (company di General Electric) nata dalla fusione dei due colossi americani nel campo dell’oli&gas relativamente ai progetti 4 e 5 del Programma Galileo

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FIRENZE. Ieri al teatro del Maggio si è ratificato l’accordo tra il Mise e la Regione con Baker Hughes (company di General Electric) nata dalla fusione dei due colossi americani nel campo dell’oli&gas relativamente ai progetti 4 e 5 del Programma Galileo: una piattaforma innovativa di compressore assiale per le turbine a gas che dovrebbe rafforzare la presenza di BH nel segmento di mercato delle turbomacchine sotto i 40megawatt. Ma anche lo sviluppo di soluzioni digitali in grado di supportare i prodotti del portafoglio aziendale sostenuti con 65 milioni di euro (con 20,8 milioni di risorse pubbliche, di cui 13 dal Governo e 7,8 dalla Regione, e il resto investito da Bhge). Baker Hughes promette ricadute di 8 milioni per le imprese dell’indotto ma soprattutto l’assunzione di 60 persone in 3 anni nei profili dell’ingegneria e manifattura. Dove? Non si dice. Ma oltre al polo fiorentino la newco guidata da Lorenzo Simonelli potrebbe dislocare progetti e personale negli altri centri toscani, come Massa per esempio, dove a novembre scorso si è inaugurata una nuova linea di produzione di pannelli tenuta gas per compressori centrifughi.

 A ribadire che non ci saranno scossoni sugli asset e sul personale di Nuovo Pignone è stato  il presidente Massimo Messeri, presidente della capofila di BhGe per il polo mondiale delle turbine. A proposito delle voci che General Electric possa dismettere la sua quota (62,5%) di Bhge dopo la relazione lacrime e sangue dell’ad John Flannery, ha risposto: “Non mi preoccupano, anche perché siamo già una società distinta, quotata in Borsa separatamente: ci unisce un accordo di supporto formale per due anni, e ci unisce un azionariato di maggioranza. Quello che ci preoccupa è solo il mercato”. Continua Messeri, che ha parlato in occasione della firma dell’addendum al programma Galileo nell’ambito dell’Annual meeting di Firenze.

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