Fondi anche alle imprese: più soldi a chi garantisce impieghi stabili
Un po’ gli assomiglia. Anzi, l’assessora alla formazione renziana Cristina Grieco lo cita. Il piano per il lavoro appena varato dalla Regione è anche un «mini Jobs act» perché contiene gli sgravi...
Un po’ gli assomiglia. Anzi, l’assessora alla formazione renziana Cristina Grieco lo cita. Il piano per il lavoro appena varato dalla Regione è anche un «mini Jobs act» perché contiene gli sgravi fiscali per le imprese che assumeranno disoccupati.
Incentivi “una tantum” variabili da 1000 a 8000 euro annui per ogni nuovo posto di lavoro.
Sono riconosciuti per diverse tipologie di assunzione: 8 mila euro per i datori di lavoro che assumono con un contratto a tempo determinato o apprendistato di I-III livello a tempo pieno; 4 mila per i tempi indeterminati di I-III livello part time; 2 mila per chi assume disoccupati con contratti a tempo determinato a di somministrazione di durata maggiore o uguale a 12 mesi, o con un apprendistato di I livello; 1000 euro per le aziende che assumono con il tempo determinato o i contratti precari di somministrazione di durata da 6 a 12 mesi.
Insomma, la logica è semplice: più alto è il tasso di precarietà prospettata al lavoratore, minori sono gli incentivi fiscali a disposizione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google