Il Tirreno

Toscana

Cinque ore di attesa, muore in ambulanza

Va al Noa di Massa perchè l’Opa (Ospedale del cuore) non ha pronto soccorso. Poi il decesso durante il trasferimento

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MASSA. Ad Idea Quadrelli, 82 anni, il dolore al torace arriva quando, in auto con la figlia, è a pochi passi dallo studio del suo medico curante. Ed è proprio il medico a consigliarle di andare all’ospedale senza perdere un attimo. Lei al Noa (Nuovo ospedale apunano) ci va e ci rimane per circa 5 ore, poi i medici dispongono il trasferimento all’Opa e durante quel trasferimento il suo cuore cede, si rompe il miocardio e i medici di Montepepe – spiegano i parenti – non possono più farci nulla. Impossibile operare: Idea se ne va poco dopo.

E adesso la famiglia si interroga sui protocolli applicati e sulla necessità di trasferire i pazienti con problemi cardiaci da viale Mattei all’ospedale del cuore. Perché Idea abitava a Turano, a due passi da Montepepe, all’Opa sarebbe arrivata in un battibaleno e lì, dove c’è una cardiochirurgia sarebbe bastata una coronografia per capire dove e come intervenire. Ma in quell’ospedale – sottolineano i familiari della donna – un pronto soccorso non c’è e quando, come è successo ad Idea venerdì mattina, i dolori al torace si fanno sentire, tocca andare all’ospedale delle Apuane. È dall’ospedale che, fatte le valutazioni del caso e applicati i protocolli internazionali, i medici possono disporre il trasferimento. Quei protocolli – ci tiene a sottolinearlo Alberto Conti, primario del pronto soccorso – sono stati applicati rigorosamente e «la paziente è stata presa immediatamente in carico, a dieci minuti dal triage erano già stati fatti l’elettrocardiogramma e le analisi per verificare gli enzimi (che rivelano un’eventuale rottura del muscolo cardiaco ndr)». L’elettrocardiogramma non era “diagnostico”, ma la donna è rimasta sotto osservazione nella sala destinata all’alta intensità di cura. Il protocollo prevede, infatti, che gli esami vengano ripetuti dopo qualche ora e sono quelle seconde analisi a rivelare che gli enzimi si sono alzati, segno che qualcosa non va. I nuovi valori fanno scattare l’allarme e scatta il trasferimento. «Nel frattempo, però – proseguono i parenti – erano passate 5 ore, se fosse stata trasferita subito, potrebbe avercela fatta». Per Alessandro Mazzanti, nipote di Idea, è assurdo che «un’eccellenza come l’Opa non possa contare su un pronto soccorso che dia risposte immediate. In caso di problemi cardiaci anche pochi minuti valgano oro e non si obbietti che realizzare un pronto soccorso costerebbe tanto perché non è argomento valido».

Chiara Sillicani

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