Il Tirreno

Toscana

«Ora scatterà una guerra con i clan rivali del padrino»

«Ora scatterà una guerra con i clan rivali del padrino»

L’allarme degli inquirenti: il boss Zhang aveva fermato la faida, adesso è in carcere  Il vuoto criminale potrebbe venir riempito dai nemici. Caccia al suo successore

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La criminalità organizzata ubbidisce una delle leggi fondamentali della fisica: non tollera il vuoto. Quando il vuoto si crea, prima o poi viene occupato. È questa la principale preoccupazione degli inquirenti che hanno condotto la maxi-inchiesta sulla mafia cinese di Prato smantellando quella che è stata descritta come la cupola che controllava gli affari leciti e illeciti grazie a tentacoli che arrivavano dal Portogallo alla Repubblica Ceca passando per Parigi.

Ora che il presunto capo dei capi, Zhang Naizhong, è finito in carcere insieme a decine di “fratelli”, qualcun altro potrebbe avere la tentazione di prendere il suo posto. E forse qualcuno ci ha già provato quando ancora l’uomo nero era ben saldo in sella. Il campanello d’allarme è suonato nel marzo dell’anno scorso sulle note assordanti di una sparatoria avvenuta a Prato in via Roubaix. Quando i poliziotti arrivarono sul posto non trovarono né morti né feriti, ma diverse auto coi segni dei proiettili. Si erano affrontati due gruppi rivali: il primo facente capo a Zhang Naizhong, l’altro ancora sconosciuto. Quest’altro gruppo, se non si trattò (e non sembra) di una scaramuccia interna, potrebbe ora farsi avanti e, dopo la prova generale del 2017, prendere il controllo di estorsioni, usura, traffico di droga e prostituzione nella comunità cinese. L’alternativa, spiegano gli inquirenti, potrebbe essere ancora peggiore e si chiama anarchia, guerra tra bande.

Fin quando c’erano un capo e una squadra di luogotenenti a far rispettare il suo nome, poteva accadere che un gruppetto di giovani facesse una occasionale rapina al pronto moda o un’estorsione alla sala giochi, ma doveva prima chiedere il permesso e non intralciare gli affari grossi. Ora potrebbero iniziare a sgomitare, a colpi di coltello o di pistola.

In realtà non tutti i tentacoli della piovra sono stati tagliati. Tra gli otto che finora sono sfuggiti alla cattura c’è infatti il cinquantenne Lin Guochun, un personaggio il cui nome non era spendibile nella prima fase delle ricerche ma che ora è stato sicuramente informato di quanto è successo. Lin è da tempo il numero 2, il luogotenente di Zhang Naizhong a Prato. C’è lui, originario del Fujian, dietro la pax mafiosa imposta nel 2010 da Zhang, nato nello Zhejiang, tra le bande criminali delle due province. È lui a curare gli affari del capo quando il capo sta a Roma. Di fatto, stando alle carte dell’inchiesta, è il vero padrone della comunità di Prato. Gli investigatori sono convinti che adesso Lin sia in Cina. Non è fuggito, è partito qualche giorno fa per curare i suoi interessi nel paese d’origine e in previsione del Capodanno cinese. Come lui hanno fatto altri, che difficilmente torneranno. La squadra mobile di Prato e il Servizio centrale operativo non potevano aspettare, c’era il rischio che scappasse il numero uno.

Ieri, con una certa sorpresa degli avvocati difensori, sono già iniziati i primi interrogatori di garanzia. Altri sono in programma oggi e poi si continuerà lunedì. Gli arrestati sono stati sparpagliati in diverse carceri della Toscana per limitare il rischio che possano comunicare tra loro.

A vederli sfilare in Questura all’alba di giovedì, accanto al capo della squadra mobile Francesco Nannucci, c’era anche un poliziotto andato in pensione un paio di anni fa, il commissario Alessandro Savoi. Per oltre cinque anni ha indagato sul gruppo di Zhang Naizhong e nell’imminenza delle misura di custodia ha chiesto di poter rientrare a dare una mano. Per una settimana ha lavorato da mattina a sera sulle carte che poi sono finite agli atti del procedimento e anche ieri era in Questura a sbrigare pratiche.

Paolo Nencioni

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa