Il Tirreno

Toscana

Il giudice Bufo senza toga e stipendio

di Alessandra Vivoli
Il giudice Bufo senza toga e stipendio

Arriva la sospensione da parte del Csm, su richiesta del ministro Orlando: «Reati gravi e consistenza probatoria»

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MASSA . L’indagine sulle aste giudiziarie truccate. L’arresto. Il carcere e, adesso, la sospensione dalla magistratura.

In quattro tappe si riassume la discesa agli inferi di Roberto Bufo, il magistrato di origini spezzine con la passione per la politica, che negli uffici dei fallimenti e delle esecuzioni giudiziarie del tribunale di Pisa aveva trovato il suo luogo di potere. Era diventato “spietato”, proprio come si vantava nelle intercettazioni telefoniche finite nelle tremila pagine di indagine finite nei faldoni della Procura. Roberto Bufo da ieri è senza toga e senza stipendio. È stato sospeso dalle sue funzioni e dal ruolo organico nella magistratura: dovrà rimanerlo fino alla fine dell’indagine. E, se ci sarà, fino alla fine del processo penale.

Un provvedimento di sospensione necessario e automatico, spiega l’avvocato del giudice arrestato, Alessandro Civitillo: «il mio assistito si trova in carcere e non potrebbe esercitare la sua professione». «Una pagina nera della giustizia» per il procuratore capo della Repubblica di Massa Carrara Aldo Giubilaro che per quattro anni ha fatto parte del Consiglio Nazionale della Magistratura, lo stesso che ieri ha sospeso Bufo.

Roberto Bufo è stato arrestato lo scorso 9 gennaio con l’accusa di corruzione in atti giudiziari (turbata libertà degli incanti, peculato, falso in atto pubblico e turbativa d’asta) nell’ambito della maxi inchiesta della Procura di Genova che ha portato all’arreso altri sei professionisti.

Nel primo interrogatorio in carcere si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha fatto mettere a verbale l’ammissione di parte dei fatti, e dei reati, a lui contestati.

La sua vicenda era intanto finita al vaglio della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura. Che ha deciso di sospenderlo. E non solo perché dal carcere non potrebbe svolgere le sue mansioni di giudice. Oltre alla sospensione cautelare obbligatoria in sede disciplinare, essendo il magistrato sottoposto a misura cautelare, la Sezione ha disposto anche la «sospensione facoltativa richiesta dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando» visto «il significativo livello di consistenza probatoria» nella commissione «di reati gravi e il ruolo centrale svolto da Bufo nella loro ideazione, programmazione ed attuazione».

Un provvedimento disciplinare pesante come un macigno che, secondo il procuratore capo di Massa Carrara «è raro perché per fortuna è raro che i magistrati abbiano delle condotte tali da condurli in carcere». E poi aggiungere: «i pochi casi che si sono verificati sono sempre avvenuti negli uffici dei fallimenti e delle aste giudiziarie». È proprio in questi uffici, andando un po’ indietro nel tempo che si trova un caso analogo a quello di Bufo: la sezione disciplinare del Consiglio superiore della magistratura deliberò nel 2007 la sospensione del giudice Sebastiano Puliga, in servizio presso la sezione fallimentare del tribunale di Firenze e giudice civile a Milano per il caso dei fallimenti pilotati.

In tempi più recenti un’altra toga appesa al chiodo a tempo indeterminato è quella del sostituto procuratore della Repubblica di Rovigo, Davide Nalin, finito nella bufera per la sua collaborazione con il consigliere di Stato Francesco Bellomo, fondatore e anima della discussa Scuola di formazione giuridica "Diritto e scienza" per aspiranti magistrati e magistrate, obbligate a sexy dress code comprensivo di minigonne e tacco 12. Vicende diverse ma provvedimenti identici. Toghe appese al chiodo, per ragioni disciplinari. Pagine neredella giustizia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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