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Un centro sulla cybersecurity per difendere Comuni e imprese
FIRENZE. Una struttura coordinata dagli atenei e dai centri di ricerca per proteggere dagli attacchi hacker i database di Comuni, Asl, centri dell’amministrazione pubblica e piccole e medie imprese...
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FIRENZE. Una struttura coordinata dagli atenei e dai centri di ricerca per proteggere dagli attacchi hacker i database di Comuni, Asl, centri dell’amministrazione pubblica e piccole e medie imprese della Toscana. Sede centrale, un capannone all’Osmannoro, periferia di Firenze, che da mesi custodisce Tix, i mega server della Regione che alimentano un cloud in grado di raccogliere e scudare milioni di dati riservati. È lì che Regione, università di Firenze, Pisa, Siena, Cnr e Imt di Lucca daranno vita al Centro regionale sulla cybersecurity. Un progetto varato ieri dalla giunta di Enrico Rossi con un’intesa che fra pochi giorni verrà siglata dai responsabili degli atenei. «L’obiettivo è proprio quello di creare una struttura che difenda i dati delle pubbliche amministrazioni e fornisca loro e alle imprese, soprattutto quelle più piccole, le soluzioni migliori a livello internazionale per scongiurare gli assalti di hacker e i fenomeni di spionaggio industriale», dice Vittorio Bugli, assessore regionale al bilancio che ha lavorato al progetto insieme all’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo e alla vicepresidente con deleghe alle università Monica Barni. «La Toscana - dice Ciuffo - proprio nell’ambito dell’Agenda digitale e del piano Industria 4.0 sta investendo 230 milioni sulla banda ultra-larga. Serviranno a dotare le zone decentrate e “fuori mercato”, in cui non saranno le compagnie private a investire, di infrastrutture che consentano anche alle piccole imprese di stare al passo con i tempi. Ed è chiaro che quella infrastruttura dovrà essere sicura».
Il coordinamento del centro sarà affidato a tre tecnici della Regione e ad un responsabile per ognuno dei centri universitari. Niente finanziamenti diretti della Regione. Saranno i team dei ricercatori informatici delle varie università ad far funzionare il centro grazie ad assegni di ricerca, borse di studio e anche i fondi messi a disposizione dalla Regione ogni anno per i dottorati Pegaso. Entro tre mesi università, Cnr e Imt dovranno presentare un progetto, che dovrà prevedere anche la creazione di un osservatorio regionale che cataloghi e studi tutti i casi di attacchi informatici ai danni di pubbliche amministrazioni e privati.
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il coordinamento del centro sarà affidato a tre tecnici della Regione e ad un responsabile per ognuno dei centri universitari. Niente finanziamenti diretti della Regione. Saranno i team dei ricercatori informatici delle varie università ad far funzionare il centro grazie ad assegni di ricerca, borse di studio e anche i fondi messi a disposizione dalla Regione ogni anno per i dottorati Pegaso. Entro tre mesi università, Cnr e Imt dovranno presentare un progetto, che dovrà prevedere anche la creazione di un osservatorio regionale che cataloghi e studi tutti i casi di attacchi informatici ai danni di pubbliche amministrazioni e privati.
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