Italia
firenze
Tolse le ganasce all’auto multata: Verdini jr a processo
FIRENZE. Aveva liberato la propria auto dalle ganasce applicate dai vigili urbani alle ruote. Un gesto che non è passato inosservato. E che ora è sfociato in un processo penale per danneggiamento: al...
2 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. Aveva liberato la propria auto dalle ganasce applicate dai vigili urbani alle ruote. Un gesto che non è passato inosservato. E che ora è sfociato in un processo penale per danneggiamento: al centro della vicenda, il figlio del senatore Denis Verdini, Tommaso Verdini che ora è imputato.
La vettura, una sera del maggio 2015, fu trovata in divieto di sosta nella centralissima piazza Strozzi a Firenze e sanzionata dalla polizia municipale. Oggi, per quel fatto, che al giovane costò una multa ma anche una denuncia penale, c’è stata davanti alla giudice Claudia Panteri del tribunale di Firenze la prima udienza del processo.
La difesa del figlio di Verdini, 27 anni, si era opposta al rinvio a giudizio sostenendo che si trattò di una questione da risolvere solo con sanzione amministrativa, in base al codice della strada.
Inoltre, sempre secondo la difesa, Tommaso Verdini aveva aspettato oltre un’ora il carro attrezzi prima di andarsene e avrebbe danneggiato la ganascia inserendo la prima marcia mentre faceva manovra. L’avvocato difensore, Marco Rocchi, ieri mattina ha fatto allegare agli atti del processo la fattura di circa 30 euro pagata dal giovane Verdini alla Sas, la società dei servizi alla strada di Firenze: la somma sarebbe il costo per il ripristino di un perno del ceppo bloccaruota, la ganascia che, secondo la difesa, non rimase inservibile, quindi non fu danneggiata.
Tuttavia il pubblico ministero ha ribadito l’accusa di danneggiamento, aggravato dall’aver causato il danno a un bene pubblico, e ha chiesto il processo iniziato ieri.
La vettura, una sera del maggio 2015, fu trovata in divieto di sosta nella centralissima piazza Strozzi a Firenze e sanzionata dalla polizia municipale. Oggi, per quel fatto, che al giovane costò una multa ma anche una denuncia penale, c’è stata davanti alla giudice Claudia Panteri del tribunale di Firenze la prima udienza del processo.
La difesa del figlio di Verdini, 27 anni, si era opposta al rinvio a giudizio sostenendo che si trattò di una questione da risolvere solo con sanzione amministrativa, in base al codice della strada.
Inoltre, sempre secondo la difesa, Tommaso Verdini aveva aspettato oltre un’ora il carro attrezzi prima di andarsene e avrebbe danneggiato la ganascia inserendo la prima marcia mentre faceva manovra. L’avvocato difensore, Marco Rocchi, ieri mattina ha fatto allegare agli atti del processo la fattura di circa 30 euro pagata dal giovane Verdini alla Sas, la società dei servizi alla strada di Firenze: la somma sarebbe il costo per il ripristino di un perno del ceppo bloccaruota, la ganascia che, secondo la difesa, non rimase inservibile, quindi non fu danneggiata.
Tuttavia il pubblico ministero ha ribadito l’accusa di danneggiamento, aggravato dall’aver causato il danno a un bene pubblico, e ha chiesto il processo iniziato ieri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google