Sicurezza
Moda, un piano per il made in Italy da 150-200 milioni
È il progetto di finanziamento per tutte le attività che vengono fatte all'estero. Il ministro Calenda: "il fatto che si prendono le grandi fiere, quelle di eccellenza, e si investono molti soldi per renderle sempre di più strutturalmente ai vertici delle classifiche mondiali. Lo facciamo ormai da quattro anni, Pitti è stato il primo, sembra funzionare"
FIRENZE. "I soldi ci sono, ma non è una questione di soldi, è di cosa ci vogliamo fare". Il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda,a Firenze per inaugurare Pitti uomo 93, conferma l'approvazione del piano per il Made in Italy per i prossimi tre anni (con relative risorse, un investimento fra i 150 ed i 200 milioni) , e porta l'attenzione sui temi del futuro per la moda: sostenibilità e reciprocità.
"Abbiamo costruito un meccanismo di governance - ha affermato - che non deve cadere col Governo ma andare avanti. Dobbiamo sempre immaginare formati diversi, cambiare la tipologia di eventi. Il classico cambia, i canali di vendita cambiano. Cambiano anche i calendari". Calenda ha anche annunciato che prima della fine di gennaio è in programma un'iniziativa in Europa, con Camera della Moda, sul tema della sostenibilità.
"Credo che il tema della sostenibilità debba entrare in maniera sempre più importante - ha spiegato -. Se fai un accordo di libero scambio con un paese produttore di tessile, quel paese ne può beneficiare se e soltanto se rispetta criteri minimi di sostenibilità. Questa è la seconda fase della globalizzazione, che deve essere riequilibrata". La moda, ha ammesso Calenda, "è il settore che ha preso in faccia più di tutti la globalizzazione, è stato dimenticato per anni, si è frammentato in pezzi da solo, ma ha invertito la tendenza. Credo sia una bella metafora anche per l'Italia". Proprio qui a Firenze sono state poste le basi per il rilancio del settore. Nel capoluogo toscano, ha raccontato, "ho fatto il mio primo evento alla Fortezza, era giugno 2013: allora "il mio proposito era quello di mettere al centro il sistema moda e riportarlo ai fasti di un tempo".
Gli fa eco Claudio Marenzi, presidente di Confindustria Moda e Pitti Immagine. "I due punti fermi per le settimane della moda saranno Parigi e l'Italia. In Italia per la donna parlo di Milano, ma per l'uomo è un coacervo di due entità. I nostri competitor sono fuori dall'Italia. Bisogna parlare di una settimana della moda maschile italiana con 4 giorni di Pitti e 4 giorni a Milano". È un tema, questo, che ha preso vita anni fa, quando alla presidenza del Cfmi c'era Stefano Ricci. "Ho un pensiero e un abbraccio per lui - ha detto Calenda - al nostro primo incontro disegnò l'idea di un Pitti davvero ambizioso, un connubio di arte e moda. Nacque l'idea di un piano con quelle manifestazioni che sono le principali a livello internazionale e dare a loro un contributo".
In platea istituzioni e imprenditori hanno salutato l'intervento di Calenda con un lungo applauso. Per Pitti in Fortezza 1.244 marchi cercano un riscatto dalla crisi. Marenzi ha ricordato che al salone fiorentino della moda maschile sono attesi 36.000 visitatori, di cui 24.000 compratori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
