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Toscana

L’ORRORE DELLE LEGGI RAZZIALI»IN TOSCANA

Entra nell’era razziale 80 anni fa l’Italia. E ci entra dalla porta principale, con le leggi razziali.Il primo atto pubblico dell’Italia anti-semita è il "Manifesto della razza", pubblicato il 14...

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Entra nell’era razziale 80 anni fa l’Italia. E ci entra dalla porta principale, con le leggi razziali.

Il primo atto pubblico dell’Italia anti-semita è il "Manifesto della razza", pubblicato il 14 luglio del 1938: al punto 9 stabilisce che «gli Ebrei non appartengono alla razza italiana».

Un mese e mezzo dopo, un Regio decreto legge - il 5 settembre 1938 - bandisce gli ebrei dalle scuole italiane. La norma espelle sia alunni sia insegnanti ebrei dalle scuole d’ogni ordine e grado (R.D.L. 5 settembre 1938 n.1390). Per questi primi provvedimenti viene considerato di razza ebraica «colui che è nato da genitori di razza ebraica, anche se professa religione diversa da quella ebraica dei genitori». Poi il 6 ottobre del 1938 viene pubblicata la “Carta della razza” che sintetizza i precetti del razzismo.

All’apoteosi, comunque, si arriva con il decreto legge - il 1728 del 17 novembre 1938 - dal titolo inequivocabile: “Provvedimenti per la difesa della razza italiana”. La firma in calce, come per gli altri, è di Vittorio Emanuele III per grazia di Dio e per la volontà della nazione re d'Italia imperatore d'Etiopia .L’articolo 1 del decreto legge recitava: Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenente ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in contrasto con tale divieto è nullo.

Fra il 1938 e il 1939 di fatto gli Ebrei vengono allontanati dalla vita pubblica e sociale: è impedito loro di essere dipendenti pubblici, di gestire negozi, di svolgere, di fatto, qualunque professione. Vengono isolati e ridotti in miseria, perché anche in termini di proprietà le limitazioni sono fortissime. E il dato più grave è che le leggi razziali non vengono abolite neppure dopo il 25 luglio 1943 con la caduta del fascismo: restano in piedi fino al gennaio del 1944, quando vennero abrogate con due decreti.

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