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Si aprono le danze a Pitti Uomo: 1.244 marchi e una festa con 200 ospiti nella Sala Bianca

Si aprono le danze a Pitti Uomo: 1.244 marchi e una festa con 200 ospiti nella Sala Bianca

Taglio del nastro con il ministro Calenda e poi via alla presentazione delle collezioni con un total look  di cachemire, lana pregiata e colori e fantasie che parlano il linguaggio dell'eleganza e della leggerezza

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FIRENZE. Luogo iconico per la moda italiana, primo set internazionale delle sfilate negli anni '50, la Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze è tornata a ospitare i protagonisti del settore per una cena di gala in occasione dell'apertura dell'edizione 93 di Pitti Uomo (9-12 gennaio alla Fortezza da Basso). “Firenze Hometown of Fashion”, l'evento organizzato alla vigilia di Pitti, la sera dell'8 gennaio, dal Centro di Firenze per la moda italiana in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi.

 Circa 200 gli ospiti tra i quali il maestro Roberto Capucci che proprio nella Sala Bianca di Pitti ha debuttato con la sua prima sfilata di moda, nel 1952. E martedì 9 sempre a Palazzo Pitti sarà presentata e inaugurata la mostra “Capucci Dionisiaco, disegni per il teatro”, aperta fino al 14 febbraio. Il taglio del nastro è previsto per martedì alle 9, alla Camera di commercio di Firenze con il ministro Carlo Calenda, poi  il salone internazionale per le collezioni di moda entra nel vivo con un nuovo gentleman p. Un gentleman che sceglie il total look del maestro del cachemire Brunello Cucinelli, che dal 1978, quindi da 40 anni, presenta il suo total look di lusso nella pregiata lana, in una gamma di combinazioni di colori e fantasie che parlano il linguaggio dell'eleganza e della leggerezza. È un dandy quando opta per il completo in flanella grigia di Gabriele Pasini rigato color rosa.

La sahariana della stessa sartoria in casentino rosso fiamma o in flanella gessata. Il cappotto-pastrano a overcheck fantasy e il trench, in lana elasticizzata pied de poule che cade lungo la figura. Il completo in lana saxony con gessatura interrotta, i pantaloni più morbidi in alto per poi restringersi. Il cappotto jacquard a vestaglia che veste come un capo homewear (Pasini), privo di bottoni e stretto in vita da una cintura. I marchi presenti saranno 1.244 dei quali 570 provenienti dall’estero (il 45,8% del totale) con 257 tra nomi nuovi e rientri al salone. Il Pitti Uomo si trasforma in un Film Festival, con gli stili delle sue diverse sezioni da interpretare come generi diversi – dai thriller ai film d’avventura, d’azione e sportivi alle spy-stories – e con i padiglioni che diventano sale in cui godersi lo spettacolo.

I NUMERI. La moda maschile italiana dovrebbe archiviare il 2017 in crescita: secondo le stime elaborate da Sistema Moda Italia il fatturato di settore dovrebbe raggiungere quasi 9,2 miliardi di euro (+2,1%), concorrendo così al 17% del turnover complessivamente generato dalla filiera tessile-moda nazionale. L'evoluzione positiva riguarderebbe sia la confezione che la maglieria. Per l'export si stima una nuova accelerazione, che porterebbe il ritmo di crescita a +3%, corrispondente ad un livello complessivo di quasi di 6 miliardi di euro. Nel caso dell'import si prospetta, invece, una dinamica di segno negativo (-1,1%) e un ammontare totale sotto quota 4 miliardi.

Nei primi nove mesi del 2017 import ed export confermano i trend registrati lo scorso anno: le importazioni dall'estero segnano un calo pari al -0,2%, mentre le vendite estere un' accelerazione del +3,7%.  Sotto il profilo geografico, la Ue mostra dinamiche positive per l'export (+3,8%); in ambito extra-comunitario, invece, gli Stati Uniti (terzo mercato in assoluto) registrano una flessione del -4,3%. Hong Kong e Cina crescono del +2,7% e del +17,1%; Russia e Corea del Sud aumentano a doppia cifra, l'una del +16,3%, l'altra del +17,1%.
Nel mercato nazionale, invece, il comparto sperimenta un deterioramento (-2,8%) rispetto alla precedente stagione autunno/inverno (chiusasi invece al -1,6%). Per quanto riguarda il retail nell'A/I 2016-17 cresce a doppia cifra il canale digitale (+52,9%).  Sulle attese per il 2018 secondo il Centro studi Confindustria il commercio internazionale di beni e servizi stimato crescere del +3,8%.

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