Il Tirreno

Toscana

Piano per il 2018: abbattere (ancora) 24mila cinghiali

di Samuele Bartolini

La siccità porta gli animali ad avvicinarsi ai centri urbani Le zone con più densità sono Siena, Firenze e Grosseto

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LIVORNO. «La caccia di selezione ai cinghiali funziona. Soprattutto grazie agli abbattimenti di femmine gravide effettuati nel periodo da marzo a giugno 2017. In questo modo si è impedito il proliferare degli animali selvatici. Altro segnale benaugurante: ora gli abbattimenti dei cinghiali sono diminuiti, dunque c'è meno bisogno di sparare». Per quanto, anche nel 2018 è previsto l’abbattimento di oltre 24mila cinghiali in Toscana.

L'assessore regionale all'agricoltura, caccia e pesca Marco Remaschi è fiducioso. Sono passati quasi due anni dall'approvazione della legge anti-ungulati e a fine gennaio Remaschi traccerà un primo bilancio sulla sua applicazione, ma anticipa dati a Il Tirreno. A suo avviso il piano emergenziale degli abbattimenti sta funzionando. I problemi maggiori arrivano dalle Province di Siena, Firenze, Grosseto e Arezzo: dove ci sono più zone agricole. «Mi pare che i cinghiali siano diminuiti e la caccia di selezione nelle aree non vocate (i campi coltivati, ndr) da poco più di 24mila e 200 capi prevista dalla Regione per il 2018 darà i suoi buoni frutti», dice l'assessore.

Del resto il “piano di prelievo” è lo stesso del 2017 e del 2016. Non si uccideranno più animali che negli anni scorsi, sottolinea l’assessore. Ma l'emergenza rimane. Solo due anni fa i cinghiali - secondo una stima regionale - erano 160mila su un totale di 450mila ungulati, compresi caprioli, daini, cervi e mufloni. Con la Toscana seconda solo all'Austria per il record di presenze e una densità 4 volte superiore alla media europea. Decisamente fuori scala. «E va messa in conto l'eccezionalità dell'anno appena trascorso. Il 2017 è stato molto siccitoso e i cinghiali sono stati costretti ad avvicinarsi alle città o alle periferie per trovare acqua e cibo», spiega l'assessore. Ma ancora non cessano di arrivare le segnalazioni di cinghiali avvistati nelle aree urbane. Le cronache recenti raccontano che a Portoferraio, in località Carpani, un paio di giovani cinghiali avevano scelto come “casa” la rotatoria di San Giovanni. Poi li hanno catturati. A Viareggio un “cinghialino”di circa un anno chiamato Ughino bazzica le zone della piscina comunale. Mentre, nel comune di Montemurlo, un cinghiale è entrato nel giardino di una casa a Bagnolo. L'hanno abbattuto. «Ma la situazione è migliorata – insiste l'assessore – e hanno contribuito anche gli agricoltori che con il porto d'armi e l'abilitazione hanno imbracciato il fucile contro i cinghiali. Positivo, pure, il fatto che ci sia un unico regolamento regionale a governare i 15 Atc (Ambiti territoriali di caccia). Prima c'erano 91 regolamenti». Ma negli Atc cacciatori e agricoltori spesso non la pensano allo stesso modo. Vedi alla voce: prelievo cinghiali tramite le gabbie. Confagricoltura Toscana la pensa addirittura in maniera opposta all'assessore. Il numero degli ungulati – cinghiali compresi – continuerebbe a crescere e i dati sugli abbattimenti sarebbero non soddisfacenti. Remaschi replica: «È bene che ci confrontiamo sui numeri. La Regione è disponibile a dialogare con le associazioni degli agricoltori per accogliere nuovi suggerimenti. Mai dimenticare, infatti, che il senso della legge anti-ungulati è proprio quello di dare una mano agli agricoltori».

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