Il Tirreno

Toscana

Non paghi la bolletta? Enel Energia vuole 23 euro per il sollecito

di Ilaria Bonuccelli
Non paghi la bolletta? Enel Energia vuole 23 euro per il sollecito

Migliaia di lettere di modifica unilaterale del contratto Anche in Toscana parte la lotta «contro la morosità»

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LIVORNO. La comunicazione sembra più un un avvertimento che un’informazione. «Per ogni diffida di pagamento, di sospensione e disattivazione (ed eventuale riattivazione) della fornitura» Enel Energia addebiterà al cliente 23 euro. Iva esclusa, si intende.

La lettera arriva durante le festività natalizie a tutti i clienti dell’energia «a libero mercato» di Enel. L’obiettivo - spiega la società - è «disincentivare la morosità». Mettere paura ai furbastri con lo spauracchio di una sanzione.

Il comportamento è legittimo? Secondo Enel Energia non ci sono dubbi. Il mercato libero dell’energia è regolamentato «dal codice civile». Si tratta «di contratti fra privati». Tutta un’altra faccenda rispetto al mercato tutelato, dove i margini di manovra sono molto meno ampi. E così ecco la proposta «di modifica unilaterale del contratto». In parole povere: Enel Energia cambia le condizioni del contratto. Se il cliente non è d’accordo, può cambiare gestore. Entro 30 giorni dalla comunicazione.

Le condizioni che Enel Energia vuole modificare sono proprio quelle che riguardano le riscossioni delle bollette. In pratica, la società informa che addebiterà costi aggiuntivi a chi non è puntuale nei pagamenti. Al primo richiamo - e cioè in caso di invio di sollecito, con lettera ordinaria - il cliente si vedrà addebitare un costo di 2 euro più Iva. Se anche questo “richiamo” cadrà nel vuoto e il cliente insisterà a non pagare la fattura, allora Enel Energia spedirà la raccomandata con la quale annuncerà la diffida a pagare, pena il distacco (anche se prima del distacco si passa attraverso la riduzione della potenza). La diffida a pagare costerà al cliente 23 euro. Un salasso. Una cifra che deve funzionare da «deterrente» a non pagare, secondo l’azienda.

La questione è stata segnalata all’Autorità di garanzia del mercato e della concorrenza per capire se questo comportamento sia regolare: Antitrust dice che valuterà la comunicazione per verificare se non sia lesiva dei diritti dei consumatori. Invece, l’Autorità dell’energia sostiene che l’azione di Enel energia sia regolare. In linea con il Codice di Condotta commerciale deliberato dalla stessa autorità nel 2010. Proprio alla delibera 104 del 2010 dell’Autorità dell’energia (Aeegsi) fa riferimento la società nella comunicazione destinata a circa 10 milioni di clienti in Italia. I quali vengono anche regolarmente informati che, se non sono d’accordo con le nuove condizioni comunicate unilateralmente da Enel Energia, possono recedere dal contratto di fornitura «in qualsiasi momento, senza dover sostenere alcun costo». In questo caso, però, devono affidare la procedura di recesso al nuovo fornitore. Se, invece, il cliente vuole proprio cessare la fornitura (staccare la luce o il gas, insomma) allora deve inviare direttamente a Enel Energia una raccomandata. Insomma, si deve infilare nel ginepraio della burocrazia. Ma tanto - dice Enel Energia - questo provvedimento riguarderà solo i morosi. Ma prendere provvedimenti è, comunque, necessario perché sono proprio i morosi a far fallire i fornitori di energia. Quelli piccoli, si intende. Quelli grandi sono costretti, semmai, ad aumentare le tariffe per recuperare le perdite dai clienti virtuosi.



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