Gioco
Il cardinale Betori: "I bambini non nascono più, il nostro popolo sta scomparendo"
Grido d'allarme nell'omelia di fine anno dell'arcivescovo di Firenze: "Per quanto riguarda il terrorismo i cristiani stanno pagando un tributo di sangue"
FIRENZE. "L'anno che oggi si conclude" è stato "segnato ancora ahimé dal ripetersi di atti di terrorismo che, addirittura, abusando del nome di Dio in modo blasfemo, seminano morte e angoscia in tutto il mondo, ancora in questi giorni tra i nostri fratelli cristiani copti in Egitto. Un tributo di sangue, quello pagato dai cristiani - tra loro ben 23 missionari - che deve richiamare le nostre coscienze a quanto prezioso sia il bene della libertà religiosa e quanta coerenza e dedizione ci chieda la nostra fede in Cristo".
Lo ha detto l'arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, nell'omelia proclamata durante il 'Te Deum' in cattedrale nel pomeriggio del 31 dicembre. Ciò, ha aggiunto Betori, "anche nel contesto della nostra situazione sociale dove non è messa in pericolo la vita ma si rischia la sottomissione a modelli di pensiero che avversano alla radice il Vangelo".
"C'è il rischio per noi - ha aggiunto - di scivolare verso la miope rinuncia a riconoscere le nostre radici e quindi di fatto a un disorientamento che non riguarda soltanto la fede, ma anche la cultura che, proprio oggi che chiamata a incontrare mondi diversi e a farsi accogliente, necessita di ancor pi chiara identità. un richiamo, questo, che illumina anche il significato di accoglienza e di dialogo che la nostra Chiesa fiorentina ha inteso fare, su richiesta di chi governa la vita civile nel territorio, di mettere a disposizione della comunità islamica un terreno che potr essere utilizzato per costruire un luogo di culto".
"Un gesto di dialogo con cui si è voluto ribadire - ha proseguito Betori - quanto è importante per noi, come cittadini e come credenti, sia il valore della libertà religiosa". Riguardo al rapporto con la città il cardinale Betori ha detto: "Mi piace condividere l'auspicio che il nostro sindaco ha voluto rivolgere perch nel nuovo anno crescano fiducia e generosità. Sono prospettive che si ritrovano pure nelle parole del Papa. Di speranza e di condivisione abbiamo davvero bisogno, per non isterilirci nelle divisioni e nella chiusura nel privato. La nostra comunit cristiana è pronta a porre a servizio di tutti le risorse di speranza e di carità che le vengono dalla fede".
"Lo sguardo alla condizione del Paese non pu trascurare la grave situazione di crescente denatalità che ci accompagna ormai da diversi anni, ma che non sembra trovare eco sufficiente tra il sentire della gente, la consapevolezza del mondo della cultura e della comunicazione, la responsabilità di chi ha compiti legislativi e di governo. Eppure ormai siamo agli ultimi posti nel mondo per il numero di nascite. Sembra che ci sia un'assuefazione alla scomparsa di un popolo o, peggio, all'inconsapevolezza della china su cui stiamo scivolando verso la nostra fine. Mancano politiche sociali adeguate, manca una decisa reazione all'impero di una cultura dell'individualismo e dell'effimero godimento, che annullano il pensare in termini di futuro e di progetto", ha chiosato l'arcivescovo di Firenze.
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