Il Tirreno

Toscana

l’intervista 

La veterinaria di Massarosa: «I gatti diventano aggressivi»

MASSAROSA. Si avvicina Capodanno, per alcuni animali un vero incubo a causa dei botti e dei fuochi d’artificio. Con diversi Comuni toscani che li hanno vietati. Alessandra Bonifaz Guido, veterinaria...

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MASSAROSA. Si avvicina Capodanno, per alcuni animali un vero incubo a causa dei botti e dei fuochi d’artificio. Con diversi Comuni toscani che li hanno vietati. Alessandra Bonifaz Guido, veterinaria di Massarosa, ne spiega il motivo.

Dottoressa, si prospettano momenti molto difficili per gli animali?

«Sì, ma sono già iniziati da giorni. Ci sono ragazzini che giocano con le miccette e i cani nelle vicinanze impazziscono, cercando di scappare. Se ci riescono e finiscono su strade trafficate rischiano di essere falciati. Ho avuto già due casi di cani non sopravvissuti e altri con gravi fratture. Prevedo un primo gennaio complicato».

Perché gli animali hanno così tanta paura dei botti?

«La loro soglia uditiva è molto più sviluppata e sensibile di quella dell’uomo. Noi percepiamo ultrasuoni sino a una misura massima di 15.000 Hertz. I cani possono arrivare a 60.000, i gatti fino a 70.000. Nella loro testa un botto è devastante, uno stress che li può spaventare a morte».

E cosa succede?

«Fanno di tutto per scappare, per allontanarsi dal quel rumore per loro insopportabile. Per gli animali che finiscono in strada, il rischio è di essere investiti, ma può accadere di tutto. Mi è capitato di dover curare un cane che era stato lasciato da solo in giardino dai padroni andati a festeggiare altrove: era riuscito a scappare finendo in un fosso e rompendosi una zampa. Non poteva più muoversi e per fortuna è stato trovato mentre era ancora vivo. Nel caso dei gatti possono diventare aggressivi, graffiando chi cerca di prenderli. Ma non è aggressività, solo un loro tentativo di difesa. I botti poi causano e peggiorano tante patologie».

Ad esempio?

«Cardiopatie. I botti possono causarle o peggiorarle. E sono devastanti per gli animali che soffrono di epilessia».

Il problema dei botti esiste solo per gli animali domestici?

«No. Gli uccelli, non solo quelli notturni, possono perdere l’orientamento e volare anche per lunghe distanze, andando a sbattere contro muri, vetrate o cavi elettrici. Molti muoiono assiderati perché non hanno più un riparo. Negli allevamenti di mucche, cavalli, pecore o conigli il problema è analogo. Una mucca gravida spaventata dai botti può addirittura abortire o diminuire vistosamente la produzione di latte».

Cosa bisogna fare, allora, per non traumatizzare gli animali?

«L’ideale sarebbe di non avere intorno nessuno che spara botti, ma per fortuna in alcuni comuni sono proibiti. Chi ha dei gatti deve metterli in ambienti tranquilli, può essere il bagno, il garage, o una cameretta interna, con luci soffuse e tapparelle ben chiuse, in modo da evitare la percezione dei bagliori».

E per i cani?

«Vanno tenuti in casa, vicini a noi, accarezzati senza esagerare se mostrano di aver paura. In ogni caso bisogna dare loro una sensazione di assoluta normalità. Nutrirli come sempre, e non dare segni di agitazione».

È consigliabile somministrare dei sedativi?

«In alcuni casi è necessario, ma sempre in accordo con il veterinario».

Jeanne Perego

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