Attenzione
Arriva il 2018, i sindaci: «Festeggiate senza botti»
di Stefano Taglione
Ordinanze anti fuochi d’artificio in mezza Toscana per non disturbare gli animali ma altri primi cittadini scelgono la linea morbida e si appellano al buon senso
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LIVORNO. Alcuni sindaci li vietano del tutto, mentre in altri Comuni le amministrazioni si sono limitate ad appellarsi ai cittadini. «Sì ai festeggiamenti, ma senza petardi», è lo slogan che da molti anni a questa parte precede la notte di San Silvestro. Con diversi primi cittadini – in primis Matteo Biffoni a Prato – che hanno scelto la linea morbida: una campagna di sensibilizzazione per proteggere gli animali dai botti di Capodanno, senza però proibire i festeggiamenti più animati.
RAFFICA DI ORDINANZE
I sindaci più intransigenti hanno rinnovato le “tradizionali” ordinanze per vietare l’uso di fuochi d’artificio e petardi. Le stesse che, un anno fa, i prefetti hanno depotenziato, se non annullato, perché il loro contenuto non rivestiva carattere d’urgenza. I divieti sono scattati in alcune piazze di Firenze, a Massa, Carrara, Pistoia e Montecatini. Ma anche a Cecina, Castagneto Carducci, Pescia, Lucca, Volterra, Palaia (in Valdera), Santa Fiora (sull’Amiata) e nel comune di Monte Argentario, in Maremma. Proibiti i botti anche a Capoliveri, all’Elba. Lo conferma il sindaco, Ruggero Barbetti: «Si possono scoppiare se autorizzati». Nessuna restrizione, invece, a Livorno.
REGOLAMENTI GIÀ RESTRITTIVI
Dove non sono state firmate le ordinanze, però, non è detto che tutto sia permesso. È così, ad esempio, a Empoli e Castelfiorentino, dove i regolamenti della polizia municipale già proibiscono lo scoppio di botti e petardi. Analoghi divieti sono in vigore anche ad Arezzo. Mentre a Camaiore, in Versilia, la stretta riguarda solamente i giochi pirotecnici sprovvisti della marcatura “CE”, la scritta che regolamenta tutti i prodotti realizzati all’interno dell’Unione europea e per i quali esistono delle direttive comunitarie. Petardi e botti, ad esempio, sono fra questi. Come i giochi per i bambini. Nessun divieto, al contrario dello scorso anno, a Viareggio, dove però l’amministrazione si appella ai cittadini.
GLI APPELLI AI CITTADINI
Il sindaco viareggino, Giorgio Del Ghingaro, non è il solo ad aver scelto la linea morbida. Probabilmente anche per non danneggiare i tantissimi lavoratori del comparto dei fuochi d’artificio, un’industria molto importante in Toscana. Tuttavia, per tutelare la salute degli animali, sono diversi i primi cittadini che si appellano ai residenti e ai turisti. È il caso di Capannori, Barga e Pescaglia (in Lucchesia), di Pisa e Vecchiano, ma anche nel Valdarno, a San Miniato, Santa Croce, Montopoli Val d’Arno e Castelfranco di Sotto. Analoga decisione a Grosseto e Roccastrada, in Maremma, come a Prato e Pontassieve, alle porte di Firenze. Mentre a Piombino il volume dei fuochi d’artificio sarà più basso degli anni scorsi.
RAFFICA DI ORDINANZE
I sindaci più intransigenti hanno rinnovato le “tradizionali” ordinanze per vietare l’uso di fuochi d’artificio e petardi. Le stesse che, un anno fa, i prefetti hanno depotenziato, se non annullato, perché il loro contenuto non rivestiva carattere d’urgenza. I divieti sono scattati in alcune piazze di Firenze, a Massa, Carrara, Pistoia e Montecatini. Ma anche a Cecina, Castagneto Carducci, Pescia, Lucca, Volterra, Palaia (in Valdera), Santa Fiora (sull’Amiata) e nel comune di Monte Argentario, in Maremma. Proibiti i botti anche a Capoliveri, all’Elba. Lo conferma il sindaco, Ruggero Barbetti: «Si possono scoppiare se autorizzati». Nessuna restrizione, invece, a Livorno.
REGOLAMENTI GIÀ RESTRITTIVI
Dove non sono state firmate le ordinanze, però, non è detto che tutto sia permesso. È così, ad esempio, a Empoli e Castelfiorentino, dove i regolamenti della polizia municipale già proibiscono lo scoppio di botti e petardi. Analoghi divieti sono in vigore anche ad Arezzo. Mentre a Camaiore, in Versilia, la stretta riguarda solamente i giochi pirotecnici sprovvisti della marcatura “CE”, la scritta che regolamenta tutti i prodotti realizzati all’interno dell’Unione europea e per i quali esistono delle direttive comunitarie. Petardi e botti, ad esempio, sono fra questi. Come i giochi per i bambini. Nessun divieto, al contrario dello scorso anno, a Viareggio, dove però l’amministrazione si appella ai cittadini.
GLI APPELLI AI CITTADINI
Il sindaco viareggino, Giorgio Del Ghingaro, non è il solo ad aver scelto la linea morbida. Probabilmente anche per non danneggiare i tantissimi lavoratori del comparto dei fuochi d’artificio, un’industria molto importante in Toscana. Tuttavia, per tutelare la salute degli animali, sono diversi i primi cittadini che si appellano ai residenti e ai turisti. È il caso di Capannori, Barga e Pescaglia (in Lucchesia), di Pisa e Vecchiano, ma anche nel Valdarno, a San Miniato, Santa Croce, Montopoli Val d’Arno e Castelfranco di Sotto. Analoga decisione a Grosseto e Roccastrada, in Maremma, come a Prato e Pontassieve, alle porte di Firenze. Mentre a Piombino il volume dei fuochi d’artificio sarà più basso degli anni scorsi.
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